In treno a Lourdes

 

Dall’11 al 18 aprile, pellegrinaggio con il Centro Volontari della Sofferenza di Brescia.

Proseguono le iscrizioni al pellegrinaggio del Centro Volontari della Sofferenza di Brescia, in collaborazione con i Silenziosi Operai della Croce, le due associazioni fondate dal beato Luigi Novarese. Il pellegrinaggio, che quest’anno si svolgerà dall’11 al 18 aprile e sarà guidato dal cardinal Giuseppe Versaldi, da oltre 40 anni conduce in treno a Lourdes, nei sette giorni della Settimana Santa, 700 persone fra fedeli, malati (molti in barella e in carrozzella), volontari, medici e religiosi.
«Pur non impedendone ancora del tutto la realizzazione, i problemi maggiori riguardano oggi il trasporto degli ammalati», spiega sorella Eleonora Cocca, Silenziosa Operaia della Croce, che da anni segue la preparazione del pellegrinaggio pasquale del CVS di Brescia a Lourdes. «Organizzare i viaggi su carrozze attrezzate che siano in grado di garantire agli ammalati loro una buona assistenza medica è sempre più difficile. Il problema sono i I treni. Quelli messi a disposizione dalle Ferrovie sono vecchi e sprovvisti delle carrozze equipaggiate per questo tipo di servizio. Di questo passo, nell’arco di pochi anni, ci troveremmo nell’impossibilità di trasportare a Lourdes i malati di SLA, quelli affetti da decalcificazione alle ossa, i traumatizzati per gravi incidenti, i disabili».
L’allarme è scattato di recente anche in Francia. Nel 2014 il sindaco di Lourdes, Josette Bourdeu, ha denunciato le difficoltà in cui si trova il trasporto ferroviario degli ammalati, definendo “una catastrofe” il forte ridimensionamento del numero di treni riservati ai pellegrinaggi. «La spiegazione è semplice – si legge nel libro “Guarire a Lourdes. La via del beato Novarese” del giornalista Mauro Anselmo (220 pagine, 21 capitoli, pubblicato dalle Edizioni CVS, la casa editrice fondata nel 1950 dal sacerdote). Le ferrovie francesi, come quelle italiane, investono cifre imponenti sull’alta velocità senza destinare risorse adeguate per garantire un trasporto decente ai malati». Alla fine costruire treni che possano trasportare ammalati non produrrebbe alterazione e diminuzione del servizio bensì incremento poiché i medesimi treni costruiti con utili accorgimenti rimarrebbero comunque utilizzabili anche per le linee di servizio ordinario.
«I viaggi a Lourdes in pullman o in aereo non risolvono il problema, perché senza l’uso del treno sia noi che le altre organizzazioni come l’UNITALSI e l’OFTAL saremmo costretti, nei prossimi anni, a lasciare a casa migliaia di infermi» conclude sorella Eleonora. «E questo non è giusto. ‘Una società che discrimina i sofferenti non è una società umana’ ha scritto papa Benedetto XVI nell’enciclica Spe Salvi. Le Ferrovie investano pure sull’alta velocità, ma facciano in modo che sia salvaguardato il diritto degli ammalati – perché di diritto si tratta – di viaggiare. Privarli vorrebbe dire commettere nei loro confronti una discriminazione inaccettabile».
I viaggi in treno oggi richiedono tempi biblici. Un esempio: da Milano a Lourdes in tempi normali (sino a 6-7 anni fa) erano di 15-16 ore. Oggi sono di circa 23 se non 24 ore, tornando così a tempistiche degne degli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Spesso i treni vengono parcheggiati per ore nel cuore della notte in stazioni secondarie facendo passare prima non solo i treni passeggeri, ma anche quelli merci. Le sofferenze per i malati, il personale e i pellegrini non sono poche. C’è chi ha Si è optato dunque per il viaggio in pullman, ma non è questa la soluzione. I pullman attrezzati non permettono di poter muovere e cambiare il malato con la stessa libertà del treno. Ma non solo. Molti ammalati gravi che necessitano di più spazio, non possono essere trasportati se non con il treno.
Nell’articolo uscito su La Stampa lo scorso 28 settembre a firma di Edoardo Caprino, viene intervistato Alessandro De Franciscis, medico permanente e Presidente del Bureau des Constatations Médicales di Lourdes, l’Ufficio delle Constatazioni che ha come compito di verificare e di registrare le testimonianze delle persone che ritengono di essere guarite per l’intercessione della Madonna a di Lourdes. «Negli anni – spiega De Franciscis – il modello di pellegrinaggio è cambiato. Sono cambiati anche i malati che si vedono a Lourdes: non più file di barelle, ma spesso è difficile distinguere il cosiddetto sano dal malato».
«Un viaggio che, pur divenendo sempre più difficoltoso, – spiega don Luigino Garosio, sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce e tra gli organizzatori del pellegrinaggio – pone a contatto con l’esperienza del mistero di fede che anima ammalati accompagnatori e pellegrini. È veramente il contatto con il mistero dell’esperienza del soprannaturale che ha i suoi punti luminosi nelle celebrazioni pasquali vissute idealmente accompagnati dalla Vergine Immacolata, Colei che stava presso la Croce del Figlio; punti luminosi capaci di accendere o riaccendere la fede, spingere all’accettazione e valorizzazione della sofferenza con l’Amore e la Grazia e ad un servizio ai malati compiuto con carità e gioia capaci ancora di far commuovere.
Per chi fosse interessato a partecipare al pellegrinaggio a Lourdes con il Centro Volontari della Sofferenza di Brescia può consultare il sito www.luiginovarese.org

Pubblicato il 17 febbraio 2017

 

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