La staffetta della speranza a Santa Giulia a Torino

 

Continua la “Staffetta della Speranza” in Piemonte. Le stampelle che reggevano Monsignore negli anni della malattia sono partite da Re (Vb) lo scorso 23 settembre e percorreranno tutta la regione…

La staffetta della speranza a Santa Giulia a Torino

Si è svolta ieri a Torino, presso la chiesa di Santa Giulia, la messa in cui sono stati ricordati i 70 anni di vita del Centro Volontari della Sofferenza. Durante la celebrazione è stata esposta la teca contenente le stampelle che sostenevano il giovane Luigi Novarese durante la malattia. Nella breve omelia don Stefano Lavelli ha ricordato l’impegno del beato a favore degli ammalati.  “La sua storia ci dimostra – ha detto il sacerdote – che quando un infermo vive la sofferenza alla luce della fede, viene investito dalla grazia di Dio per sé e diventa apostolo per gli altri”. Al termine della messa il giornalista Mauro Anselmo, biografo di Novarese, ha ricordato l’opera  e l’insegnamento del beato.

Galleria Foto - SANTA GIULIA (TO)

Prosegue la staffetta della speranza in Piemonte 

Le stampelle che reggevano Monsignore negli anni della malattia sono partite da Re lo scorso 23 settembre, hanno preso parte ad Alba all’incontro regionale del CVS Piemonte il 24 settembre per festeggiare i 70 anni dalla fondazione e il giorno dopo sono state portate nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino «dove il rettore, don Cristian Besso, ci ha accolti e aiutato con delicatezza a sistemare la preziosa Teca sull’altare della cappella del Sacro Cuore dove abbiamo posto l’icona del beato Luigi – spiega Giovanninna Vescio coordinatrice del CVS Piemonte. Grande è stata la partecipazione degli scritti presenti al momento della sistemazione. Abbiamo anche recitato il santo rosario, per ringraziare la Madonna per il grande dono di essere lì». La teca si è poi fermata dal 4 al 9 ottobre ad Almese (TO), accolta nel salone dell’oratorio della parrocchia. Giovannina e fratel Livio, su inviato del parroco, hanno spiegato durante un incontro il perché della “Staffetta della Speranza” in Piemonte e Val d’Aosta. «Le stampelle sono poi state portate nella cappella per la santa messa delle ore 18 – prosegue Vescio. Domenica 8 ottobre, invece, don Silvio le ha portate nella Chiesa Natività Maria Vergine, dove si è celebrata la Santa Messa e si è presentata alla comunità locale la figura del nostro Padre Fondatore». Lunedì 9 le stampelle sono state accolte a Torino nella parrocchia di Santa Giulia e questa sera, martedì 10, vi sarà la Santa messa durante la quale, Mauro Anselmo, biografo di Monsignore, ne introdurrà la figura. Il 13 ottobre andranno invece a Vercelli per un’incontro in Seminario organizzato dalla Pastorale della salute diocesana. (10.10.2017)

Galleria Foto - ALBA (CN) - INCONTRO REGIONALE

Le stampelle di Monsignore da don Bosco

E’ la seconda tappa della “Staffetta della Speranza” che vedrà la reliquia di Monsignore attraversare nei prossimi mesi tutte le diocesi del Piemonte. L’incontro è avvenuto ieri, durante la messa delle 17 all’Ausiliatrice. Un’ottantina i presenti, molti dei quali del CVS di Torino. A prendere la parola, all’inizio della funzione, Mauro Anselmo, biografo di Monsignore, che ha sottolineato l’importanza dell’evento. «Potremmo dire – ha esordito – che la straordinaria avventura umana e spirituale di Novarese abbia avuto il suo inizio, anzi, il battesimo ufficiale proprio qui, nella basilica di don Bosco e dei salesiani. Aprile 1930: tutto in questo luogo sembra rimasto come allora. In uno dei confessionali svolgeva la sua missione sacerdotale don Filippo Rinaldi, rettore maggiore dei salesiani e terzo successore di don Bosco, che non immaginava, quel giorno, di trovare sulla sua scrivania la lettera commovente di un giovane di Casale Monferrato:  mi chiamo Luigi Novarese, sono malato di tubercolosi alle ossa…».

Anselmo ha raccontato l’episodio, la novena, la guarigione di Luigi avvenuta l’anno successivo per grazia divina, le stampelle che furono esposte a partire dal 1931 a una parete della basilica del Sacro Cuore di Gesù a Casale – dove lui e la mamma, Teresa Sassone, andavano a pregare – per poi essere trasferite alla Casa di Re.  «Oggi, in quella stessa chiesa salesiana, sulla stessa parete, c’è il ritratto del beato Filippo Rinaldi e, accanto a quel ritratto, possiamo ammirare anche l’immagine del beato Novarese».

E ha infine concluso: «Grazie alla guarigione avvenuta per grazia divina Novarese è diventato “l’apostolo dei malati”. Il sacerdote che ha rinnovato la pastorale della salute, che ha reso consapevoli gli infermi di essere apostoli del Signore, soggetti attivi nella Chiesa ed evangelizzatori del mondo. Le stampelle ci raccontano la vita straordinaria del beato. Ma sono anche la testimonianza che il Signore esiste, si occupa del mondo e interviene nella Storia degli uomini donandoci sacerdoti santi come don Bosco e il beato Novarese». Durante la Celebrazione eucaristica, don Cristian Besso, rettore della basilica, ha citato più volte Monsignore e a termine della funzione, Giovannina Vescio, responsabile del CVS Piemonte, ha ringraziato don Besso e i salesiani a nome del CVS. (27.9.2017)

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Al via la staffetta della speranza in Piemonte

Dopo il grande successo dell’Emilia Romagna, anche il Centro Volontari della Sofferenza del Piemonte darà il via alla “Staffetta della Speranza” in tutte le diocesi della regione.
L’inizio del pellegrinaggio sarà il prossimo 24 settembre ad Alba dove oltre 400 iscritti provenienti da tutto il Piemonte si ritroveranno per celebrare il Settantesimo della fondazione. Appuntamento alle 10,30 con la funzione eucaristica in Duomo, presieduta dal vescovo, monsignor Marco Brunetti. «Vogliamo rivolgergli il nostro ringraziamento per avere accolto con gioia la nostra proposta – spiega Giovannina Vescio, tra gli organizzatori della giornata –. E’ proprio grazie alla sua vicinanza alla nostra realtà, sin da quando egli era alla guida della Pastorale della salute presso la diocesi di Torino, che abbiamo voluto far partire da Alba la “Staffetta della Speranza”, ossia l’esposizione della teca contenente le stampelle che sostenevano il fondatore della nostra Associazione – il beato Luigi Novarese – durante gli anni della malattia, prima della guarigione avvenuta per grazia divina».
«L’iniziativa – prosegue Vescio – è di portare fra gli ammalati e i fedeli di tutte le diocesi piemontesi la reliquia di Novarese per farne conoscere meglio la figura e l’insegnamento».
Nel pomeriggio del 24 settembre, sempre in Duomo, si svolgerà un Recital celebrativo curato dal coro “Amoris Laetitia” formato dai volontari e ammalati del CVS che l’anno scorso avevano cantato in piazza San Pietro a Roma, davanti a papa Francesco, in occasione del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili. Sarà presente sorella Angela Petitti, Responsabile per l’Apostolato del Centro Volontari della Sofferenza. (25.8.2017)

Pubblicato il 11 ottobre 2017

 

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