Cristiano Pavan, nel 50esimo della sua scomparsa | Opera Beato Luigi Novarese

Cristiano Pavan, nel 50esimo della sua scomparsa

 

E’ stato un incontro all’insegna della fiducia e della speranza quello tenutosi presso la parrocchia di San Carlo, a Padova, domenica 22 Luglio 2018. I responsabili delle diocesi del Triveneto e i delegati, scelti dalle diocesi per partecipare all’Assemblea Nazionale del CVS Italia a Roma nel prossimo settembre. E’ stata una domenica calda e afosa ma con tanto sole fuori e soprattutto nei cuori di ognuno dei partecipanti. Ospite della giornata è stato mons. Pietro Brazzale, concittadino di Cristiano Pavan che ha visto crescere, in quel di Fara Vicentino, il giovane Cristiano.

L’incontro è stato motivato dalla celebrazione liturgica della memoria del beato Luigi Novarese, la cui immagine ha campeggiato per tutta la giornata accanto alla fotografie di Cristiano e delle tre figure storiche del CVS delle diocesi del triveneto, Lina Rivis, deceduta solo qualche giorno fa, il 13 Luglio 2018 a Vidor; Andreina Dissegna che per molti anni ha guidato ed ispirato il CVS della diocesi di Vicenza e non solo; Gianni Gelasio della diocesi di Padova ed infine Luigina Ruzzon che, da responsabile diocesana di Chioggia, ha guidato il CVS per molti anni e con la sua presenza significativa ha arricchito gli incontri regionali del triveneto. Ma, come ha sottolineato il Coordinatore Regionale del CVS del Triveneto, Nicodemo Gasparotto, i seminatori di speranza sono presenti in ogni diocesi del nostro territorio, che da molti decenni ha maturato e sviluppato le idee e il carisma dei Volontari della sofferenza.
Le persone intervenute, malati e Fratelli e Sorelle degli ammalati hanno potuto vivere intensamente, il senso profondo della celebrazione della commemorazione del 50° anniversario della morte di Cristiano Pavan, primo “seminatore di speranza” e primo Responsabile della regione ecclesiastica del triveneto, fin dagli anni 50, insieme con l’Assistente don Tarcisio Cavinato, e la memoria liturgica del Beato Luigi Novarese.
Il programma della giornata, ad un incontro di benvenuto e di contestualizzazione, ha fatto seguire la santa messa, vissuta molto intensamente dai partecipanti all’incontro e dai parrocchiani di San Carlo, concelebrata da mons. Pietro Brazzale e da don Simone Doria Assistente CVS della diocesi di Chioggia. Nell’omelia il celebrante ha richiamato la figura carismatica del beato Luigi Novarese che ha suscitato in tutti coloro che l’hanno conosciuto entusiasmo e perseveranza nel perseguire i suoi insegnamenti nella valorizzazione della sofferenza, divenendo soggetti si azione e divulgatori del suo carisma….
Nel pomeriggio, dopo il pranzo consumato insieme da tutti i ca. 40 partecipanti, il clou del nostro convegno è stata la memoria storica ed associativa, fatta da mons. Pietro Brazzale, sulla vita, la storia della sofferenza e sulla figura di Cristiano Pavan, di Fara Vic. na, nato il 14/03/1923 e morto il 19/04/1968.
Il relatore ha esordito con un excursus storico sociale della zona di Fara Vic.na dove Cristiano è nato e vissuto, ha ricostruito il tessuto rurale dove la vita scorreva nella semplicità bucolica dei campi e dove spesso la povertà e la miseria facevano da padrone. Poi negli anni trenta e quaranta sono emerse le doti più profonde del giovane Cristiano toccato dall’esperienza della sofferenza che dall’età di 11 anni lo accompagnerà per tutti i 45 anni di vita. In questo lasso di tempo don Brazzale ha sottolineato le doti di vero Volontario della Sofferenza messe in luce da Cristiano, nell’accostare i conoscenti, nel sostenere chi era nella sofferenza. Ci sono stati illustrate le caratteristiche precipue di questo Volontario della Sofferenza e SOdC che molto ha contribuito, con la sua presenza, la sua devozione alla Vergine e la sua sofferenza profondamente valorizzata, a diffondere gli ideali e il carisma associativo. I momenti salienti della sua vita lo stanno a dimostrare.
Non si può tralasciare di mettere in evidenza, per una figura così significativa per la nostra Associazione, alcuni aspetti che ne hanno caratterizzato la testimonianza cristiana e la sofferenza, ricostruita attraverso alcuni aneddoti riferiti da mons. Pitero Brazzale. Ma andiamo con ordine, perché la relazione pomeridiana ci ha aiutato a ripercorrere sinteticamente ma significativamente la sua vita.
1. Le tappe della sua vita. Nasce a Fara Vicentina il 14 Marzo 1923 viene battezzato il 24 marzo; era il 1933, quando Cristiano a dieci anni è costretto a lasciare la sua famiglia per andare a vivere dagli zii a Orio sul Sero (Bergamo). Dopo sei mesi dal suo arrivo presso gli zii a Bergamo gli viene diagnosticata la meningite che lo renderà cieco. Quand’ecco nuove nubi si addensano nel cielo di quella famiglia già tanto provata. Una sera, infatti, appena coricato, il ragazzo chiama concitatamente la mamma, poiché ha la sensazione che una lama di fuoco gli abbia reciso la spalla ed il braccio. Cristiano ha appena 11 anni.

Nell’anno 1936, il lunedì di Pasqua, riceve l’invito a partecipare ad una liturgia riservata agli ammalati nella chiesa arcipretale di Breganze, è il suo primo ingresso nella società della sofferenza, Cristiano ha 13 anni. Quindi anche lui e la sua famiglia come l’Italia intera, conosce il dramma della seconda guerra mondiale, (1940). Anche gli anni successivi continua a frequentare gli appuntamenti pasquali per gli ammalati negli anni 1941-1942 che egli realizza con gli ammalati a Breganze, ospite della famiglia Lavarda.

Alla fine del mese di maggio del 1942 Cristiano viene accompagnato con cavallo e carrozza a Fara per un incontro di preghiera nella cappellina di San Fortunato. Segue poi una vivace conversazione sul valore dell’apostolato della sofferenza e Cristiano approfitta per diffondere la medaglia miracolosa della Madonna. Ha detto Giovanni Paolo II: «L’uomo quando ama, è presenza di Dio per altri uomini». Ecco ciò che è stato Cristiano: presenza di Dio, in un amore profondo, in un dono totale di sé, nel servizio, nel sacrificio, ma anche nella gioia, nella speranza, nell’ottimismo, nella perenne giovinezza interiore. Frattanto nell’aprile 1945, con l’attesa liberazione, terminano i pericoli ed i rischi della guerra. Cristiano ha 22 anni.

Era l’anno 1948 era stato a casa sua fra’ Andrea; l’incontro è riuscito più semplice di quanto potessi pensare rivelerà poi il frate… Fu in quei giorni che gli feci la proposta: «Cristiano, saresti contento d’andare a Lourdes?» «Certo che sarei contento: se per l’anno venturo fosse possibile, prova accennarne al parroco… se mi aiutasse». «L’anno venturo… perché dobbiamo attendere l’anno venturo? Siamo a maggio, vedrai che ce la faremo per quest’anno ».
Luglio 1950 Cristiano si prepara per il suo primo pellegrinaggio a Lourdes
Il 10 settembre del ’51 partecipai al santo pellegrinaggio a Loreto proprio nella vigilia della festa del santo nome di Maria.
Il 25 maggio 1952 ritornò il parroco e molti parteciparono a quella cerimonia di consacrazione del capitello fatto erigere da Cristiano alla Madonna , a Fara. Il 5 febbraio 1954 è sorteggiato dal Centro Nazionale per il pellegrinaggio a Lourdes per essere stato tra i primi nella vendita del calendario preparato dal Centro.

2. Cristiano conosce il CVS e i SOdC. A settembre dello stesso anno (1952) ci fu il primo raduno nazionale dei Volontari ad Oropa (Cristiano ha 29 anni). Nel settembre 1953 il centro Volontari della Sofferenza prese in affitto sempre a Re l’ospizio «Barbieri»; Nel 1954 — continua Cristiano — iniziarono i lavori, ma non mancarono grandi difficoltà causate dal terreno franoso. Mons. Novarese diceva sempre: — se la Madonna vuole vada, altrimenti siamo disposti ad andare dove vuole Lei. Nel 1960 Mons. Novarese poté finalmente inaugurare la Casa «Cuore Immacolato di Maria» di Re. In data 26 marzo 1958 Mons. Novarese gli scrive: «Tu prega, ma prega tanto sul serio…! I l Signore ci concede in base alle nostre preghiere e alla fede che noi abbiamo. Dobbiamo forzare il Cuore di Gesù… Avanti quindi con estrema decisione».

3. I suoi Pellegrinaggi. La sua gioia sovrabbonda quando nel 1946 viene condotto alla Basilica di Monte Berico e nel 1947 — traguardo ancora più lontano — alla Madonna di Loreto. Da tali viaggi torna stanco, con dolori atroci per gli inevitabili disagi, ma entusiasta. Luglio 1950 Cristiano si prepara per il suo primo pellegrinaggio a Lourdes Il 10 settembre del ’51 partecipa al santo pellegrinaggio a LORETO proprio nella vigilia della festa del santo nome di Maria.

Cristiano per la prima volta alla Casa di Re e i suoi scritti sono una documentazione fedele e puntuale sul susseguirsi storico dei fatti e della costruzione della Casa di Re.

Di Nicodemo Gasparotto

Pubblicato il 25 luglio 2018

 

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