Lourdes: diario di un pellegrino | Opera Beato Luigi Novarese

Lourdes: diario di un pellegrino

 

E’ iniziato il 26 e si è concluso il 30 luglio 2018 la 66° edizione del Pellegrinaggio a Lourdes organizzata dai Silenziosi Operai della Croce e dalla Lega Sacerdotale Mariana. 135 i partecipanti guidati dal Presidente S.E. mons. Luciano Pacomio, vescovo emerito di Mondovì che approfondirà il tema “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2).

Lunedì 30 luglio

Un segno ci ha colpiti: l’orologio senza lancette, ed il motto: “La carità non ha tempo, è sempre il tempo di amare il prossimo”. Abbiamo celebrato la santa messa nella cappella ricavata da un antico fienile, nella semplicità e nella povertà affidando a santa Bernardetta il nostro rientro e la nostra capacità di fare tesoro di quanto abbiamo ricevuto spiritualmente in questi giorni.
Nel pomeriggio il viaggio di rientro, abbracci forti e saluti con un grande arrivederci all’anno prossimo ed un mandato: incontrare le persone che la Vergine di Lourdes desidera che vengano l’anno prossimo, perché la nostra partecipazione al pellegrinaggio non sia un’esperienza personale che inizia e finisce in una settimana, ma diventi impegno ed apostolato attivo per ciascuno di noi.

Domenica 29 luglio

Giornata un po’ di nostalgia ripensando al beato Luigi Novarese ed ai suoi primi compagni, sorella Elvira, don Remigio e tanti altri fratelli e sorelle, Silenziosi Operai della Croce e Civuessini che tanto hanno lavorato, pregato, sofferto ed offerto per la buona riuscita dei pellegrinaggi che si sono susseguiti nei decenni. Le liturgie solenni celebrate oggi che hanno il sapore di qualcosa di antico, ma sempre ricco di emozioni e profondità di significato e di bellezza ci collocano in una lunga tradizione di santi pellegrini che ci hanno preceduto e che ancora ci precedono come una grande famiglia che ha radici antiche e germogli nuovi.
Nonostante il vento, oggi ci ha accolti una giornata soleggiata e calda che ci ha visti impegnati nella celebrazione eucaristica internazionale che ha la caratteristica di farci sentire Chiesa, vero corpo mistico di Cristo nella pluralità delle sue espressioni, linguaggi, caratteristiche e persone.
Nel pomeriggio la catechesi per tutti tenuta da S.E. mons. Pacomio, che ci ha aiutati a riflettere su altre parole di Gesù. Maria ci ha detto: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!”. E noi andiamo alla ricerca delle sue parole per poterle fare nostre e viverle nella nostra vita quotidiana, con continuità e fedeltà. Oggi ci siamo fermati al Discorso della montagna riportato da san Matteo: le Beatitudini, il Padre nostro, il digiuno, la preghiera… Un impegno da prendere e da vivere ogni giorno.
In seguito l’adorazione eucaristica, che si è snodata dal palco posto di fronte alla grotta fino alla basilica di San Pio X, ci ha posti in cammino con Gesù. È lui che ci precede, ci segue, ci accompagna in ogni nostro passo.
Il pomeriggio è terminato con la festa per i sacerdoti presenti e la serata è stata dedicata alla preparazione dei bagagli ed alla preghiera personale.
Ed ora, non dobbiamo avere paura di tornare a casa, come i tre discepoli sul monte non possiamo fare delle tende e rimanere qui, dobbiamo rientrare nei nostri luoghi e riprendere il lavoro ed ogni attività, affrontando la fatica o la solitudine o le difficoltà con nel cuore la certezza della presenza di Cristo e con gli occhi pieni della bellezza della Madre.

Sabato 28 luglio

In mattinata, dopo che i sacerdoti hanno vissuto un incontro di fraternità con S.E. mons.Luciano Pacomio, ci siamo ritrovati per celebrare la santa messa alla grotta che è stata presieduta da mons. Viola, vescovo di Tortona. Ancora una volta è risuonato il Vangelo dell’Annunciazione e subito la mente va a legare queste due fanciulle giovanissime: la Vergine Maria e Bernadette, entrambe capaci, come ci ha ricordato il vescovo, di creare in sé uno spazio di silenzio ed un vuoto tale da poter accogliere il mistero di Dio in tutta la sua pienezza tanto da lasciarsi trasformare completamente. Ed anche oggi ci è stata lasciata una parla su cui riflettere: “Eccomi”, l’Eccomi di Maria cui risuona quello di Bernadette e cui deve risuonare anche il nostro. A cosa siamo chiamati a rispondere “Eccomi” nella nostra realtà quotidiana, attuale?

Nel pomeriggio ci ha attesi una lieve schiarita che ci ha permesso di effettuare una visita alla grotta di Massabielle, la consegna e l’accensione del grande cero del Pellegrinaggio che raccoglie tutte le nostre preghiere, le intenzioni di e per coloro che ci attendono a casa e che continuerà ad ardere portando verso il cielo preghiere ed invocazioni.
In seguito, la tradizionale foto di gruppo davanti alla Basilica del Santo Rosario e poi, all’interno di questa, la celebrazione penitenziale che ci ha aiutati a sentirci anfore vuote o, peggio, ripiene di tutto ciò che non è Dio per poi essere ricolmi, grazie al dono della Confessione, del vino buono che ci ridona gioia piena, quella già che Dio vuole sempre presente nella nostra vita.
Il pomeriggio si è concluso con il santo rosario dalla grotta trasmesso anche da TV 2000 che è stato preceduto da una bellissima catechesi sui misteri gaudiosi celebrati oggi. Ed ancora una volta la preghiera del rosario ci ha condotti ala meditazione, alla preghiera, alla pace.

Venerdì 27 luglio

In mattinata programma alternativo con il percorso sui passi di Bernadette, bellissimo percorso guidato da Woitek, Angela e don Luigino che ci hanno fatto gustare in maniera nuova luoghi per molti già conosciuti, ma talmente ricchi di significato da rappresentare sempre motivo di riflessione, preghiera, meditazione. Bernadette che si trasforma dalla bimba felice del mulino di Bouly, alla adolescente malata del Cachot, umile e docile alle richieste della grande fanciulla che incontra a Massabielle, diventa lei stessa parte del messaggio di Maria, non è una postina dei messaggi, diventa stessa icona e rappresentate di quanto annunciato a nome della Madonna. Il beato Luigi Novarese ha fatto sue queste caratteristiche di Bernadette e ce l’ha donata come esempi di umiltà, verità, docilità.
Per i particolarmente tifosi, alle 12.00 vi è stata la possibilità di assistere alla partenza dei corridori del Tour del France, chi ha avuto un cappello, chi una maglietta, chi la sensazione di vivere un momento che poco sembrava avere a che fare con lo sport, ma molto con lo spettacolo ed il sensazionalismo…
Nel pomeriggio incontro di catechesi con S.E. Mons. Pacomio che ha iniziato ad illustrarci le prime parole di Gesù nei quattro Vangeli approfondendo il loro significato per noi oggi e collegandole alla figura ed al pensiero del beato Luigi Novarese. Ci ha lasciato con le prime parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Che cercate?” ed il consiglio di sentirle rivolte a noi oggi: “Che cerchi?”, “Che vuoi?”
Dopo il ripristino delle aree del Santuario dopo la partenza del Tour, in serata, la fiaccolata in onore di Maria, con lei e per lei in cammino, ripetendo canti e preghiere, in un lento snodarsi di passi che ci fanno pensare alla nostra vita che scorre sotto il suo sguardo, senza sensazionalismi, in una quotidianità di piccoli passi che ci conducono ad una meta meravigliosa, il Regno di Dio che si costruisce in noi giorno dopo giorno, con calma e dolcezza.
E poi ancora il tempo di un ultimo saluto alla Signora della Grotta, per una buonanotte che, come per tutti gli innamorati, si vorrebbe non finisse mai.

Giovedì 26 luglio

Nella Grotta distante, Maria è solo un puntino luminoso, questa sera del nostro arrivo a Lourdes. Siamo a fine luglio e non ci sono solo pellegrini ma anche turisti e persone venute a veder partire domani una tappa del Tour de France.

Per la prima volta, infatti, il giro parte da questo luogo santo. Per devozione, per business? Chi lo sa?! Certo è che, se anche le persone si dimenticano, questo luogo è famoso da 160 anni perché qui la Madre di Dio si è manifestata agli uomini per mezzo di Bernadette. Da allora, chiunque venga qua “in processione”, secondo le parole riferite da Bernadette, incontra il suo sguardo dolce e materno.
Il nostro pellegrinaggio ci viene da 66 anni e, nel corso degli anni, molte cose sono cambiate. Per la prima volta, quest’anno siamo venuti in aereo e questo se da una parte contribuisce a ridurre le fatiche di un lungo viaggio in treno, dall’altra smorza un po’ la preparazione ad entrare nel senso del sacro pellegrinaggio.
Fuori dai cancelli del Santuario le processioni con i brancadiers e le dames che spingono le persone in carrozzina si incrociano e scontrano con le numerose persone sedute ai tavolini dei bar. Ed è così facile dimenticare di essere qui per incontrare lei, la Bianca Signora che quest’anno ci dice: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!”.
Alle 22 i cancelli si chiudono. Tutti fuori perché devono preparare per i ciclisti. Un ultimo sguardo riconoscente a Maria e una preghiera di affidamento a nome di tutti coloro che ci hanno affidato il loro cuore.

Pubblicato il 27 luglio 2018

 

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