Giacomo Rotolo

 

Giacomo, detto Mimino, nato a Mottola (Ta) il 28.12.1925, sposato e con tre figli, era scalpellino-basolatore. Tra il 1961 e il 1962, mentre lavorava a Taranto, in Corso Italia, insieme a suo fratello Angelo, un colpo alla nuca gli procurò una compressione midollare. Da allora iniziò il suo calvario. Nonostante un intervento subito all’ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, la paralisi si aggravò. Nel 1973 aderì al Centro Volontari della Sofferenza. Tra il 1980 e il 1981 le sue condizioni fisiche peggiorarono. La sua casa diventò presto un luogo dì incontri e di preghiera, un punto di riferimento per la parrocchia e per l’apostolato del CVS.
Ogni giorno, fino a quando gli fu possibile muovere le mani, prima che la paralisi diventasse totale, meditava la parola di Dio con la Sacra Bibbia, recitava il Rosario, faceva le Ore Sante; meditava in modo particolare il libretto dell’Imitazione di Cristo, dono di mons. Agostino Di Bello, arciprete-parroco della Chiesa Madre.
Il lascito spirituale che Mimino ha trasmesso alla comunità dei cristiani riguarda soprattutto le sue virtù, resesi visibili, evidenti e concrete attraverso la sua stessa persona. Egli ha fatto toccare con mano, infatti, l’umiltà, la fede, la carità, l’ubbidienza. Ma c’è un altro aspetto che non va trascurato, e cioè il non aver mai giudicato nessuno: Mimino amava tutti, senza distinzione, anche di fede.
Mimino ha celebrato la sua Pasqua il 10 settembre 1989, aveva 63 anni. Il suo funerale è stato un trionfo, c’è stata la partecipazione di una folla immensa, perché Mimino era un uomo presente nel cuore di tutti.

 

Dall’omelia del vescovo mons. Claudio Maniago – Vescovo di Castellaneta
nel 25° anniversario della morte di Giacomo Rotolo

… siamo qui a ringraziare il Signore con questa Eucaristia, perché Giacomo Rotolo per noi è un grande segno, un segno che non c’è vita che possa essere scartata, che possa essere insignificante se vissuta con fede.
Giacomo Rotolo è la testimonianza piena di questo. La storia ce lo racconta, ce lo conferma. Noi ringraziamo il Signore per quegli anni che gli ha concesso, per quel particolare calvario, come don Sario l’ha chiamato e, che giustamente, è da considerare tale. Giacomo è stato lo specchio di qualcosa di grande, qualcosa che lo superava e che a noi è molto caro.
Non è un caso, quindi, che le testimonianze raccolte hanno confermato tutto questo. La sua casa, ad esempio, con lui ormai infermo, era affollata di persone di ogni genere che andavano da lui a chiedere una parola; magari persone malate che andavano da lui a chiedere un conforto e questa parola a lui non mancava mai!
…Un altro tratto che ci fa pensare è che una persona sofferente, disabile, possa aderire a una associazione, benemerita, perché il Centro Volontari della Sofferenza. Proprio per questo è importante, perché le persone che sono toccate dalla sofferenza, dalla malattia, attraverso questa associazione si sentono ben servite e ben presenti, addirittura attive all’interno della Comunità Cristiana con un apostolato proprio.

Cosa vuol dire?… Che se è vissuta con fede, anche la malattia ha un senso davanti a Dio. Se si crede nel Signore, non c’è situazione, anche quella probabilmente più drammatica, che non si possa vivere con speranza. Se si crede nel Signore, se ci si fida di Lui, davvero la vita “anche se apparentemente segnata” è una vita fedele, è una vita buona.
Giacomo Rotolo ci ha testimoniato questo; per questo ci è preziosa la sua memoria, per questo ha lasciato un’eredità (spirituale) che non possiamo lasciare cadere, come Comunità Cristiana, di averlo come membro vivo, un membro che ha segnato la storia di questa Comunità.

… tutti possiamo essere persone che vivono con intensità la propria esistenza, che possono fare della propria vita qualcosa di buono; anche se ci sono momenti di sofferenza, anche se apparentemente ci sono momenti in cui ci sentiamo poca cosa, un po’ per le nostre fragilità, per la nostra età, per la nostra salute… No!!! Il Signore ci chiede di credere in Lui e allora la nostra vita ha un senso proprio e per sempre. Giacomo Rotolo ci ha testimoniato questo e per questo ci è prezioso.

 
5xmille