Dario Fornasier

 

Dario Fornasier nasce il 17/12/1931 a Lavorgo, piccola frazione del comune di Faido, nel Canton Ticino, da Maria e Albino Fornasier. Conosce il Centro Volontari della Sofferenza nel 1962 attraverso sorella Ersilia Corda, Silenziosa Operaia della Croce di vita in famiglia di Ascona (Svizzera).
Nonostante l’amputazione di una gamba che lo obbliga a portare una protesi di legno e l’epilessia, si dedica sin dall’inizio all’apostolato del Centro Volontari della Sofferenza e nel 1966 chiede a mons. Novarese di entrare a far parte dei Silenziosi Operai della Croce di vita in famiglia, iniziando il suo periodo di formazione.
Vive con impegno la sua missione nel CVS del Ticino e l’8 dicembre 1968 si consacra definitivamente a Gesù per mezzo di Maria, nei Silenziosi Operai della Croce. Vive la sua consacrazione e l’impegno per la diffusione del carisma e dell’apostolato associativi, attraverso la preghiera, l’offerta delle sue sofferenze e la partecipazione attiva alla vita e all’attività del CVS del Ticino, cercando di far conoscere l’apostolato a tutti i fratelli, ammalati e sani, che incontra a Bodio, Giornico e soprattutto a Faido presso l’ospedale e la casa per anziani “Santa Croce”. Tutti i giorni, nel pomeriggio, si reca con il suo ciclomotore all’ospedale distrettuale di Faido e, dopo una sosta in cappella, cerca di avvicinare gli ammalati: offre loro, secondo le sue possibilità, il suo aiuto e si adopera per fargli conoscere il CVS e la preziosità del suo messaggio. Prima di lasciare l’ospedale per far ritorno a casa, si ferma di nuovo in cappella per partecipare alla celebrazione della santa messa e dei vespri insieme alla comunità di suore che lavorano lì. Partecipa agli Esercizi spirituali del CVS del Ticino e dei Silenziosi Operai della Croce che si svolgono a Re. Si tiene in contatto con la Comunità di Re e con le altre Comunità sostenendo l’Associazione con la preghiera, il digiuno, l’offerta delle sofferenze e, secondo le sue possibilità, con offerte in denaro per la costruzione della Casa di Re, coinvolgendo anche la sua famiglia.
Dopo la morte della mamma avvenuta nel 1983 vive solo, aiutato a distanza dai fratelli e dalle cognate: anche se sente il peso della solitudine non si perde d’animo. Avverte forte, infatti, la presenza del Signore e della Madonna che gli donano la forza di andare avanti e continuare con gioia la sua missione di instancabile seminatore svolta nella ricerca continua dell’adesione alla volontà di Dio. Nella gioia e nel dolore, ripeteva, “sia fatta la tua volontà e non la mia”.
In una sua lettera dell’agosto del 1999 così scrive: “Non mi preoccupo tanto se non vedo i frutti del mio seminare. Devo continuare a seminare ed un giorno, forse, qualcuno raccoglierà”. Dopo 73 anni di paziente semina per il Regno di Dio, Dario conclude la sua vita a Lavorgo (Svizzera – Ticino) il 22 giugno 2004, dove ora riposa nella pace del Signore.

 
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