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11 Commenti

  1. di raccolta commenti 06/19/2020  14:29 Rispondi

    cvs Otranto: (trascrizione da un video)
    La morte è una fase naturale della vita. In occasione della morte di una persona cara, dopo lo smarrimento iniziale, può subentrare la serenità dell'animo.
    Il passaggio della morte è il cammino attraverso il quale giungiamo pienamente accanto a Dio, in cui abbiamo creduto e sperato.
    Se abbiamo avuto fede nel Signore che ci ha salvato non dobbiamo pensare alla morte come ad una realtà brutta, negativa.
    Dal libro dell'Apocalisse apprendiamo che esiste una seconda morte, che ci separa da Dio, autore della vita. Dopo la morte fisica vi è un cammino distinto, per chi vuole essere separato da Dio (seconda morte) e per chi vive nell'amore e nella vita vera.

  2. di raccolta commenti 06/19/2020  14:19 Rispondi

    Luciana: Le donne intese come rigeneratrici di vita, ci hanno indicato come, dalla prova della morte, si può risorgere. Possiamo ritrovare il cammino per una gioia nuova e piena. La vedovanza, la perdita intollerabile di un figlio, la tragigità di una morte improvvisa, la possibile accettazione di una perdita, ballando e cantando, la comunione possibile attraverso la feldeltà, il cammino, la libertà ed il pane della comunione.
    Come scrisse il card. Martini: "DAlla vita delle donne, parte un richiamo fortissimo di novità".

  3. di raccolta commenti 06/12/2020  9:49 Rispondi

    Milena: Cantare la vita di una persona che non c'è più, è il modo più bello per tenerla nel cuore per sempre, per ricordarla e sentirla presente nella nostra vita.

  4. di Cinzia Mazzuoli 06/10/2020  9:35 Rispondi

    mi piace questo titolo che è completo ed esaustivo
    però bisogna lavorarci su e ancora tanto e ciascuno a suo modo ... ma crescendo su questa cultura
    dialogo vuol dire parlare pensare spiegarsi e riflettere ed esprimersi tra più persone
    OLTRE è la parola significativa ... mi sento coinvolta per quanto sento oltre vuol dire NON MI FERMO vado avanti per sentire cosa sento e come sento questo evento. Mi interrogo e cerco una preparazione che non avevo in eventi luttuosi che mi hanno sconvolta. Oggi ho acquisito volutamente altri pensieri ed altri saperi. Occorrono.
    la more ... ecco chiamata in modo inequivocabile ... sorella morte ... non è un finale ma un inizio della vita, inizio della vita dello spirito in una dimensione non più materiale ma che ci avvolge durante la vita ma che cambia dopo la morte. Si aprono tanti scenari

  5. di raccolta commenti 05/27/2020  20:10 Rispondi

    Michele: la morte sicuramente colpisce tutti, direttamente o indirettamente, ma quando si tratta di un bambino colpisce di più, proprio per la sua innocenza, libertà di pensiero e di fare, a maggior ragione quando senti e vedi la morte di questi piccoli dalle parti dell'Africa dove, come ci raccontavano, morto uno se ne fa' un’altro. Una povertà non solo di fatto ma una povertà anche di pensiero umano verso un'altra vita perché quella certo è una una vita.

    Maria Stella: Penso al dolore che provano le sorelle quando muoiono questi bambini che non sono riuscite a salvare. Per fortuna che c'è la fede, altrimenti si impazzirebbe. Voglia il Signore dare sia a loro che a tutte le mamme la forza e la fede per andare avanti.

  6. di raccolta commenti 05/25/2020  7:54 Rispondi

    Rita: A me la morte ha fatto sempre paura, anche se credo tanto nelle parole di Gesù quando ha detto vado a preparate un posto anche per voi. Mia nonna diceva però che: “di là non è tornato mai nessuno”.

  7. di raccolta commenti 05/25/2020  7:53 Rispondi

    Silvia (Nardò): È un argomento spinoso, che nessuno ama affrontare finché gli è possibile.
    Trovatemi una sola persona che ama farlo a cuore leggero.
    Dal sonno, sappiamo che ci risveglieremo, ma dalla morte no. Credo che ognuno preferisca non pensare perché sarà un salto nel vuoto senza paracadute.
    Un dolore immenso, un vuoto enorme, lascia una persona cara, che torna alla casa del Padre.
    C'è anche paura dell'ignoto, non sappiamo cosa ci sarà… dall’altra parte.
    E soprattutto, non rivedremo mai più questa realtà che conosciamo e le persone a noi care e familiari.
    Sfido io, che non si ha voglia di affrontare l’argomento. Crediamo nella misericordia ma rimane la paura del giudizio. Rimane la paura dell’incontro.

    • di luciano 05/25/2020  11:59 Rispondi

      Effettivamente certi insegnamenti della Chiesa non ci hanno reso un buon servizio, minacciando inferni e separando la vita presente dalla futura.
      Certo rivedremo la realtà, la verità, in modo più chiaro e profondo. O meglio, non smetteremo mai di vedere la vita negli infiniti "volti" di cui l'Amore di Dio è garante.
      Sarebbe comunque un torto a Dio, lasciarci condurre dalla paura. Se ci avesse voluto spaventare, un Dio onnipotente di potere, avrebbe fatto sfracelli.
      Se Dio ci ha amato fino alla fine, dando la vita per noi, certamente non era la paura ciò che intendava suscitare in noi.

  8. di raccolta commenti 05/25/2020  7:52 Rispondi

    Silvia: Quest'anno sono 10 anni dalla morte di mio marito. Posso dire che tante sono le mie domande alle quali so che non posso avere risposta se non alla fine della mia vita terrena.
    Mi capita di ascoltare persone che dicono: la morte non mi fa paura ma la sofferenza si!.
    Altre ( anche non credenti) con coraggio superano grandi sofferenze attaccate con forza alla vita.
    Per mio conto penso alle parole della Madonna a Bernadette: "Non ti farò felice in questo mondo ma nell'altro". Ma Bernadette, non ha avuto una vita infelice o sbaglio??
    Oggi prima domenica in cui molti fedeli hanno ricevuto l’Eucaristia, dopo tanto tempo. Gesù dice: "Ecco hai desiderato tanto l'incontro con me! Ora ti chiamo a vivere questo tempo con amore, non ti abbandono, ti indico la strada che ti porta al Padre mio”.

    • di luciano 05/25/2020  11:35 Rispondi

      Possiamo pensare che la vita stessa, la nostra che continua insieme a quella di chi ci ha lacsiato, abbia delle risposte. Secondo il Vangelo siamo già partecipi della vita eterna e quindi possiamo non solo pensare ma sperimentare una comunione più forte della morte.
      Bernadette ha avuto certo i suoi problemi e ha sofferto gelosie e stupidità, ma certo ha saputo vivere una quotidianità partecipe di quell'infinito che, un giorno, scorse presso la Grotta di Massabielle.

  9. di raccolta commenti 05/23/2020  16:07 Rispondi

    Teresa: Dal dolore nasce la vita. Senza la morte non c’è resurrezione... non c’è resurrezione senza sofferenza...
    E’ bello scoprire nuovi significati dalla lettura di alcuni brani del Vangelo e della Bibbia, in questo caso. Da un forte dolore nasce la vita! “Figlio della mia doglia” Beniamino, è il nome che Rachele da al suo bambino. Rachele muore dando alla luce il suo bimbo... da un forte dolore nasce la vita eterna di Rachele, la resurrezione di Rachele! Ecco che, un lutto vissuto alla luce del Vangelo, diventa una gioia.
    Allora cos’è che non torna?! Abbiamo paura della morte?!
    Perché una persona deve soffrire tanto prima del passaggio? Forse perché non c’è preparazione alla vita eterna?! Allora, noi cristiani, dovremmo parlare un po’ di più di questa vita dopo la morte fisica ... parlare di più della stessa morte!
    Quindi, essere risorti significa morire? La vita terrena una sofferenza continua ?! Si, è un morire dentro continuo, ogni volta che ci allontaniamo dalla preghiera, ci lasciamo prendere dalle varie tentazioni: orgoglio, superbia, gelosia, invidia ecc. (i sette vizi capitali). Tutte le volte che facciamo prevalere l’io al posto di Dio!!! Sono, tutte, piccole morti quotidiane che dobbiamo iniziare a chiamarle per nome, prendere coscienza e, un passettino alla volta, far crescere la nostra fede.

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