L’Ancora: supplemento al n. 1 – gennaio 1959 – pag. n. 1-31

Roma, 15 gennaio 1959
Sorelle e fratelli nel Signore,
La pace soave del Cuore di Gesù ed il sorriso della Vergine Santa siano con noi sempre!
Al termine dell’anno 1958 ed all’inizio del 1959 sento l’ardente necessità di rivolgermi a ciascuno di voi individualmente. Un articolo di fondo sulla rivista mi sembrava troppo freddo e lontano: ho voluto, perciò, scrivere ad ognuno in particolare, per dire a ciascuno di voi quanto il mio cuore sacerdotale sia a voi riconoscente per il vasto lavoro che con amore e slancio avete compiuto in questo anno mariano.

E mi pare che questo sia per me uno stretto debito di coscienza, perché Voi siete i veri primi sostenitori dell’apostolato.

Per questo motivo la presente lettera circolare è strettamente riservata, come riservata è una lettera personale, anche se, per natura di cose, sono costretto di affidarla ai caratteri tipografici.

In questa mia lettera presento a ciascuno di voi la somma del lavoro svolto, le lacune che ho riscontrato in quanto abbiamo intrapreso ed il programma per il corrente anno.

* * *

Al termine del 1958, anno dedicato alla Vergine santa di Lourdes, abbiamo recitato il “Magnificat” del più commosso ringraziamento per tutti i benefici ricevuti come negli altri anni, ma con un senso di perenne freschezza perché è il nostro « grazie » a Dio, per i molteplici benefici elargitici.
Proprio a chiusura dell’anno ci è giunta, poi, dolce e soave come una paterna carezza, la benedizione del Santo Padre.
Era intimo desiderio e voto ardente dell’animo nostro avere una benedizione autografa del Santo Padre; non osavamo farne richiesta. La Madonna ha disposto che spontaneamente Sua Santità ci inviasse la Sua particolare Benedizione; infatti Egli con gentile e tanto benevola comprensione per i sofferenti, al leggere il titolo del primo articolo contenuto nel numero di dicembre “ GIOVANNI XXIII ci ha ricevuti “, vi ha scritto sotto, di suo pugno, “ e ci benedice di buon cuore Giovanni XXIII “.

I voti nostri erano appagati. Il Papa ci ha donato all’inizio del Suo Pontificato la Sua paterna Benedizione Apostolica proprio per noi, come proprio per noi ha voluto avere un speciale riguardo nel riceverci in Udienza privata alla vigilia del Suo genetliaco, primo del Suo Pontificato. La benedizione di Sua Santità va a tutti gli iscritti, alle iniziative che “L’Ancora” portava, alla nostra ardente aspirazione: “che tutti gli ammalati siano riuniti sotto la guida della Vergine Immacolata per la salvezza del mondo!”. Con la benedizione del Papa nulla c’è dunque da temere. La Benedizione del Vicario di Cristo rende fermi i nostri passi e sicure le nostre mète.

* * *

Nell’anno 1958 si è lavorato, è vero: è un dono di Dio, un talento, di cui dobbiamo rispondere, poter lavorare. Al termine però dell’anno e riandando col pensiero a tutte le diverse attività e possibilità che si sarebbero forse potute sfruttare, per gli interessi di Maria Santissima, viene un po’ di smarrimento: ho realmente fatto quanto era in me? Se avessi fatto di più, se avessi pregato di più i risultati sarebbero ora gli stessi?

Comunque ecco i risultati:

ADESIONI

Le adesioni sono molto aumentate, specialmente dall’atto della consacrazione degli ammalati d’Italia a Maria Santissima.
Si direbbe che i sofferenti siano diventati più sensibili all’invito della Vergine Santissima. Quale contrapposto, aumenta quindi in noi la responsabilità di vivere sempre di più la tattica del nostro apostolato “l’ammalato per mezzo dell’ammalato”.
Su questo settore trovo però una deficienza grande: mentre da una parte sono moltiplicato le adesioni dei singoli. non sono però aumentati, di pari passo. i Gruppi d’Avanguardia. Eppure è estremamente necessario che i Gruppi di avanguardia aumentino se vogliamo che l’apostolato si allarghi.
L’ammalato non deve sentirsi solo, isolato: l’unione fa la forza e, oltre che a rompere l’isolamento, aumenta il raggio delle possibilità d’azione.
LA PAROLA D’ORDINE PER IL 1959 SIA: «ISTITUIRE MOLTI, MA MOLTI, “GRUPPI DI AVANGUARDIA” ».
Solo così dimostreremo di aver compreso la tattica per irretire tutta la Nazione a questo piano di grazia, che deve salvare l’umanità.
Non ci arresti il timore di non essere capaci: bisogna “gettarsi”; è necessario incominciare, dire alla Madonna la nostra buona volontà e poi dare mano all’aratro.
Il resto verrà poco alla volta. Se non iniziamo non vivremo mai la tattica del nostro apostolato, che è quanto mai aderente alla psicologia, « l’ammalato per mezzo dell’ammalato ».
Bisogna desiderare che altri ammalati aderiscano ai piani della Vergine Santa. Solo così si troverà il coraggio di fare un piano concreto d’apostolato.
Troppi sono ancora i nostri iscritti che temono a lanciarsi.
Eppure se vogliamo che realmente l’apostolato sia profondamente radicato e che si estenda sempre di più, è assolutamente necessario formare numerosi gruppi di Avanguardia.
In pratica: chiedete alla Direzione il numero progressivo del gruppo e poi, nel nome santo di Dio e sotto lo sguardo di Maria Santissima, incominciate a lavorare per trovare 10 fratelli di sofferenza, che a loro volta si impegnino a voler vivere in grazia, offrendo alla Vergine Santa il frutto della propria attività spirituale, per la salvezza del mondo.
Due ammalati già possono costituire un gruppo.
Il primo lavoro, quindi, sia di trovare un fratello d’ideale, sano o ammalato, e poi chiedere immediatamente il numero progressivo.
Nel 1959 dobbiamo agganciare in Gruppi di Avanguardia tutti gli iscritti. Coraggio! Al lavoro in tale senso.

FRATELLI DEGLI AMMALATI

I «Fratelli degli Ammalati» sono aumentati, ma non troppo.
Enorme ancora è il dislivello tra gli aderenti sani e gli aderenti ammalati. Questo non è però indice di lentezza di comprensione da parte dei sani, ma, soprattutto, a mio modesto avviso, denota il disinteresse all’apostolato dell’ammalato.
Il sano è, salvo rari casi, molto sensibile ai problemi dei sofferenti: è sufficiente far notare la necessità, domandare un aiuto un consiglio e già ci si fa un amico.
L’obiettivo per il 1959, per quanto riguarda anche questo settore, è chiaro: far comprendere ai sani la solidarietà che i sani hanno con noi.
« Colui che è in piedi, ci ammonisce San Paolo, stia attento a non cadere », e ciò non soltanto nell’ordine della grazia ma anche nell’uso dei talenti di Dio.
Colui che oggi gode del dono della salute stia attento che domani potrebbe essere in condizioni di cambiare attività, ossia settore di produzione, e di « doversi » dirigere sul sentiero già percorso da Nostro Signore Gesù Cristo, il sentiero del Calvario.

CONSACRAZIONE DEGLI AMMALATI D’ITALIA A MARIA SANTISSIMA

La più bella e la più cara tra tutte le iniziative è stata quella della Consacrazione degli ammalati d’Italia a Maria Santissima.
Gli ammalati d’Italia non si appartengono più! Essi sono della Madonna; di essi la Vergine Santa può disporre per la salvezza delle anime. L’iniziativa lanciata il 2 luglio 1958, festa della Madonna delle Grazie, da San Giovanni Rotondo, tramite Sorella Radio, ha trovato profonda eco nel cuore degli ammalati. 300.000 sofferenti hanno risposto, che intendono consacrarsi a Maria Santissima.
300.000 ammalati, crocifissi come Gesù, hanno detto che vicino alla propria Croce vogliono avere, come Gesù, Maria Santissima.
La risposta dei sofferenti però a Maria Santissima non si è conclusa con l’atto di consacrazione emesso a Lourdes il 2 agosto u.s., ma numerose adesioni stanno ancora giungendo.
L’11 febbraio p.v. invieremo a Lourdes i nominativi di questi figli che hanno voluto consacrarsi al Suo cuore e poi continueremo sempre nella campagna di conquista, così da poter riunire, numericamente tutti, gli ammalati d’Italia.
Ogni anno, durante il pellegrinaggio a Lourdes dei Sacerdoti ammalati, ripeteremo l’atto di Consacrazione; la solenne donazione che gli infermi d’Italia hanno fatto di se stessi a Maria non deve restare lettera morta attraverso i secoli.
Una comunicazione ancora riservata: la Commissione Episcopale d’Italia, riunita in adunanza nel mese scorso a Roma, ha deciso di consacrare tutte le diocesi d’Italia, nello stesso momento, a Maria Santissima. Questo avverrà durante il congresso Eucaristico che si svolgerà a Catania nel mese di settembre p.v.
È questo un avvenimento che noi non possiamo ignorare, restando noi ai margini di tale grandiosa iniziativa « nazionale ».
Noi abbiamo avuto la fortuna di essere già andati incontro a Maria Santissima, collegialmente, come classe, la classe degli ammalati! Anche in questo abbiamo avuto un primato. Le nostre preghiere devono ora smuovere i fratelli nostri. Per tale iniziativa dobbiamo essere all’avanguardia.
Usciranno i comunicati stampa per tutta Italia.
Al momento opportuno si parlerà della manifestazione di fede dell’Italia Cattolica. Noi dobbiamo fin d’ora incominciare l’attività di preghiera, dobbiamo spianare, con l’offerta del nostro dolore, la strada ai predicatori, che dovranno attirare le anime a Maria Santissima.
Molto si ripromette il Santo Padre da tale atto: la Vergine Santa dovrà regnare sull’Italia, per titolo di donazione, oltre che per devozione.
Non siate avari delle vostre preghiere, GUSTATE LA GIOIA DI POTER PRESENTARE I FRATELLI ALLA MADRE CELESTE.
Tenete presente il fatto dell’apostolo Giovanni, il quale nella sua fuga si è incontrato con Maria Santissima ed Ella lo ricondusse sui suoi passi.
Nella fuga delle anime da Dio, la Vergine Santa insegnerà ad esse la strada del ritorno e del Cielo, Ella che apparendo a Fatima ha detto: «il mio paese è il Cielo ».

PELLEGRINAGGIO DEI SACERDOTI AMMALATI A LOURDES

Il pellegrinaggio sacerdotale di quest’anno è riuscito meglio di tutti i precedenti.
Ogni anno si è sempre detto la stessa espressione; per ogni anno essa è stata sempre vera: ogni anno ci siamo andati perfezionando sempre più, così che il nostro incontro con Maria è stato un incontro avvenuto in grande raccoglimento, pensando alle verità eterne: esso, infatti, ha la caratteristica di un corso di Esercizi spirituali.
600 Sacerdoti hanno partecipato al pellegrinaggio; 400 fratelli sani facevano corona ai sacerdoti sofferenti.
La cerimonia della Consacrazione avvenuta a Lourdes ebbe quale corona d’ambiente i figli prediletti di Maria Santissima, i sacerdoti malati.
Il Rev.mo Padre Domenico Mondrone s.j. della Civiltà Cattolica ha predicato gli esercizi spirituali.
Il pellegrinaggio sacerdotale diventa ogni anno più interessante, più commovente, più completo.

I sacerdoti poveri — e sono stati tanti — hanno potuto avere un aiuto nel pagamento delle quote con le intenzioni di Sante Messe che voi avete inviato.

È un grande atto di carità provvedere le intenzioni di Messe ai Sacerdoti bisognosi, che continuamente scrivono al Centro, cercando un aiuto mediante tali intenzioni.
Continuate in questa lodevole Iniziativa. Mentre voi suffragate i vostri cari, avete anche il vantaggio di compiere un grande atto di carità verso i sacerdoti bisognosi.
Parlate di questa iniziativa nella cerchia delle persone amiche. Il clero, specialmente se ammalato, è povero. I sacerdoti sofferenti non sono più in cura d’anime, non hanno parrocchia ed allora si ha la VERA MISERIA.
In via del tutto riservata vi dico che ho visto alcuni sacerdoti piangere nell’imminenza del pellegrinaggio a Lourdes, perché non erano in condizioni di poter comparire in mezzo a confratelli: mancavano della talare!
Un sacerdote, a Lourdes, prima di partire mi abbracciò dicendo: — in questi giorni ho sempre mangiato, sarà così domani anche a casa? E questo era un sacerdote ammalato ed impedito!
Povertà del Clero, gloria della Chiesa, perché ciò ben dice il disinteresse dei cari confratelli, nel servizio delle anime.
Beati i nostri cari e poveri sacerdoti, i quali nella loro povertà attirano tanti tesori di grazie sulla Società. Ma è però nostro stretto dovere pensare alle loro necessità.
Il loro silenzio non deve ingenerare in noi il disinteresse. La loro delicata discrezione ci deve spingere ad affrontare le loro necessità.

SETTORE RADIO

La trasmissione dedicata agli infermi, effettuata dalla Radio Vaticana, e da noi diretta, è diventata sempre più specificatamente aderente all’apostolato che stiamo svolgendo. Essa sta diventando uno strumento di apostolato, e così mi pare che debba essere.
Se noi pretendessimo di fare una mezz’ora di trasmissione semplicemente ricreativa, noi faremmo un bis di « Sorella Radio », e sarebbe al di fuori della finalità di Radio Vaticana.
Ho constatato inoltre che più la trasmissione diventa funzionale all’apostolato, più gli ammalati rispondono e dicono i loro desideri.
Su questa linea intendiamo dunque proseguire, se voi SERIAMENTE COOPERERETE.
Mi pare che sia però per me un dovere manifestarvi una lacuna del nostro settore: gli ammalati iscritti al Centro non “si servono di questo mezzo” che è a loro disposizione.
Ciò può dipendere da due fattori: o la trasmissione è priva di interesse, oppure non sentono il desiderio di valorizzare la propria sofferenza nel modo “attivo” da noi presentato. In tutte e due i casi la posizione può e deve essere sanata.
Se la trasmissione è priva di interesse, tocca a voi scrivere alla Radio; scrivete direttamente a « Quarto d’Ora della Serenità » Radio Vaticana CITTA’ DEL VATICANO. L’affrancatura è uguale a quella delle lettere italiane.
Tramite la Radio voi potete porgere gli auguri alle persone care, mandare i vostri saluti, le vostre ambasciate ai fratelli di dolore, preavvisandoli magari di stare in ascolto, in modo che imparino a poco a poco ad aprire la Stazione di Radio Vaticana. La Stazione Radio Vaticana dopo l’ampliamento avvenuto, con un po’ di buona volontà, si può captare quasi in tutta Italia. Risulta, per esempio che è seguita con fedeltà in Svizzera nel Canton Ticino; in Francia a Nizza ecc. ecc. Diamoci dunque da fare per valorizzare al massimo anche questo settore.
Se i nemici della Chiesa avessero a disposizione tale servizio come si servirebbero per combattere Iddio? E noi, che possiamo disporre di questa facilità non faremo quanto è in noi per essere all’altezza della nostra missione?

Carattere di dinamica attività della trasmissione.

È questa una vera necessità per il sofferente! Il dolore, la malattia, purtroppo, tendono, ed anche troppo, a farci ripiegare su noi stessi, senza più curarci di quanto ci circonda. Ma questo è un solenne errore! Uno sbaglio fenomenale!
È ciò una conseguenza della scarsa considerazione con cui teniamo il tesoro che abbiamo in mano: la sofferenza vissuta in grazia di Dio. Se noi considerassimo il dolore come «VERA REALTA’ » di cui possiamo disporre a nostro piacere, per gli interessi della Chiesa e della società, non ci sentiremmo dei falliti o degli, esseri inutili.
Dobbiamo essere pervasi da questo carattere di necessaria attività, come i sani lo sono per i loro affari.
Smettiamo di considerarci come degli esseri che devono vivere alla mercè degli altri: noi possiamo fare qualcosa, quindi dobbiamo agire.
La trasmissione nostra deve essere un legame per spingerci all’azione. Provatevi a porre quesiti alla Radio: dire quali argomenti volete che siano trattati.
Abituatevi a considerare i dirigenti della vostra trasmissione come gli strumenti che il Signore ha posto a « vostra » disposizione per valorizzare la « vostra » vita di dolore.
MODO PER CURARE QUESTO SETTORE: abbiamo istituito “i corrispondenti di Quarto d’ora della serenità”. Le modalità e la funzionalità già sono state convenientemente illustrate sulla rivista “L’Ancora” di dicembre u.s.; non è il caso che ci ripetiamo. FACCIO PERO’ RILEVARE che molto pochi sono coloro che hanno dato l’adesione a Corrispondenti di Quarto d’ora della Serenità. Perché?
Si temono forse nuovi impegni? Ma la nostra vita di sofferenti va svolta in mezzo ai suoi impegni, come ogni sano ha i propri impegni.
Il nostro primo impegno è quello di valorizzare in noi ed attorno a noi il talento della sofferenza e valorizzarlo proprio nel modo indicato da Maria Santissima.
Come possiamo dire di amare la Madonna, quando non siamo capaci nemmeno di attuare quanto Ella ha domandato a Lourdes ed a Fatima?
Non vi viene il timore che il demonio talvolta potrebbe anche FARE ASSEGNAMENTO SULLA NOSTRA IGNAVIA? E NOI VORREMMO FARE I SUOI INTERESSI PER AMORE DEL NOSTRO QUIETO VIVERE?
Ugualmente su questo settore vi prego di fermare la vostra attenzione, perché noi del Centro Volontari della sofferenza, nel piano della valorizzazione del dolore, dobbiamo essere all’avanguardia.

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Nell’anno 1958 abbiamo attuato, in collegamento con la RAI, la preparazione degli ammalati d’Italia alla consacrazione a Maria Santissima.
Il Santo Padre Pio XII di f.m. attraverso la Radio Vaticana in collegamento con la Radio Francese e la Radio Italiana ci ha fatto avere da Castelgandolfo l’apostolica benedizione.
La cerimonia, trasmessa per Radio, per difficoltà tecniche non è stata perfetta nell’ascolto. Essa perciò è stata ripetuta e trasmessa un mese dopo ancora in collegamento con la RAI.

ASPETTO ECONOMICO DELL’ APOSTOLATO

Mi pare doveroso illustrarvi ampiamente anche questo settore, perché voi siete i primi ed inesauribili contribuenti dell’apostolato.
E quantunque questo settore abbia un carattere di grandissima discrezione, mi è caro comunicarvi che nel 1958 non siamo più ricorsi a prestiti di somme, ma abbiamo pagato decine di milioni con le offerte che sono pervenute da voi e da anime generose che hanno compreso la necessità di venire incontro a questa forma di apostolato.
I Capi Gruppi ed i Silenziosi Operai della Croce, che erano al corrente della vera posizione del Centro e del pericolo grave che Esso traversava nel mese di dicembre u.s. non hanno trovato strano che il sottoscritto avesse indetto una quarta mobilitazione generale, date le cifre per noi iperboliche che dovevamo pagare entro il 31 dicembre.
Ebbene, la Madonna anche questa volta, come sempre, ha provveduto! Abbiamo saldato i debiti che noi dovevamo pagare per tale epoca.
È questo un nuovo segno della protezione della Madonna verso questo apostolato. Se la Madonna ci segue, facendoci avere quel che ci serve, è perché è contenta di noi. La conclusione se può sembrare ardita, ci la sentire però ancora una volta di più, la nostra grandissima responsabilità e il nostro impegno di corrispondere, come giustamente la nostra Madre Celeste può attendersi da noi, tanto da Lei beneficati.
Per questa ragione con tutta l’anima vi invito a recitare un MAGNIFICAT di riconoscenza per quanto la Vergine Immacolata ci ha elargito durante il 1958.

* * *

Non sono mancati i fatti commoventi anche in questo settore:
— quanti ammalati per donare il fabbisogno al Centro si sono privati non dico del superfluo, ma del vero e strettamente necessario! Quante volte con un sorriso ed una parola forte si è nascosta una intima commozione dinanzi a tanto eroismo di anime sofferenti, che hanno voluto ad ogni costo essere presenti!
Un Signore viene un giorno al Centro con la figliola, entrambi vestiti a lutto: — è morta mia moglie, aveva sul comodino una busta con dentro i soldi per la casa di Re, glieli porto, sarà così contenta anche dal Cielo.
Una sorella prima di morire fa vedere al fratello i nominativi dei sofferenti con cui era in continuo collegamento e lo prega di prendere il suo posto presso di loro. Una raccomandazione gli fa: — sostieni il Centro con la tua attività.
Una nostra cara sorella iscritta, prima di morire, fa un piano con la Mamma per l’apostolato. — Diamo la nostra casa al Centro, perché sorga anche nel nostro paese qualcosa per gli ammalati!
Un nostro caro fratello degli ammalati desiderava impostare una pratica importante per ottenerci un sensibile aiuto dalle competenti autorità: prepara il voluminoso incartamento e poi la sera prima di andare a letto, lo presenta a Maria Santissima, perché voglia benedirlo e dare il Suo benestare: lo lascia ai piedi della Madonna tutta la notte e all’indomani lo porta ai competenti Uffici. Vi stupisce se vi dico che la pratica ha avuto un esito favorevole? Era normale che fosse così: tutto era stato affidato alla Madonna per la riuscita.
E quanti altri casi di carità fiorita che fanno sorridere di compiacenza la nostra Augusta Regina del Cielo e della terra ed inteneriscono le anime nostre.
Queste anime sono il vero e sostanziale capitale del Centro: senza di esse noi saremmo veramente tanto poveri!
I soldi ci verranno sempre, anche se li dobbiamo mendicare continuamente. Se non ci fossero queste anime così generose nella loro povertà e, sovente, anche nella loro miseria, noi non faremmo nulla e oggi, a 100 anni dall’apparizione della Madonna a Lourdes, non si sarebbe ancora pensato ad organizzare gli ammalati nel modo indicato da Maria Santissima.
È del resto naturale che siano proprio gli ammalati a provvedere alle necessità dell’apostolato della Vergine Santa, perché vicino alla croce di ogni sofferente è Lei che maternamente veglia, non permettendo che la disperazione entri nella loro vita.
Veramente pochi e sporadici sono gli iscritti che in quest’anno dell’Immacolata non si sono fatti vivi presso di noi. A questi cari fratelli, che non hanno mai scritto vorrei domandare il perché del loro silenzio.
Esiste il silenzio che proviene da impossibilità fisica di poter scrivere: e in questi casi però se l’iscritto è animato da buona volontà si fa vivo ugualmente, trova sempre un’anima buona che ci fa pervenire sue notizie.
Il più delle volte è la volontà che manca: la pigrizia che brucia e che si vorrebbe celare.
Non è certamente la povertà dei mezzi che tiene lontani dal Centro questi figli e che appunto, per la loro lontananza, sono i più attesi ed i più cari.
Soluzione di questa difficoltà: prendere il coraggio a due mani e scrivere subito. Diteci che ci siete vicini in questi momenti di intenso lavoro per la Madonna. Le vostre lettere ci sono di conforto e di sprone a lavorare sempre di più e sempre meglio.
Comunicateci le vostre esperienze, i vostri progetti, le vostre disfatte; dobbiamo essere ben compatti in questa adesione al piano di lavoro per gli interessi di Maria Santissima.

CASA DI ARIANO IRPINO
SANTUARIO “SALUS INFIRMORUM” di VALLELUOGO

Sulla rivista abbiamo dato inizio alla rubrica « la voce di Valleluogo» che deve dirci la vita delle nostre “Sorelle” che vivono nella più grande povertà di mezzi, facendo apostolato, fidenti soltanto dell’aiuto della Madonna.

La provvidenza ad Ariano Irpino si sente e come!

Quante volte è arrivato «proprio al momento opportuno» quel che serviva alla vita quotidiana! Le figliole di Ariano non sono mai state prive di nulla, pur non avendo alcuna riserva. L’unica riserva loro e nostra è la Madonna, che veglia su quella comunità, che lietamente vive in quella valle priva di luce, di strada e di telefono, gioiosa di prepararsi all’apostolato della valorizzazione del dolore.

Le attività della comunità di Valleluogo attualmente sono:
— cura per la formazione delle aspiranti a Silenziosi Operai della Croce che vogliono vivere in comune, e il numero è in continuo aumento.
— asilo per i piccoli;
— laboratorio, tenuto dalle nostre «Sorelle» impedite, per le ragazze della zona;
— assistenza, per mezzo delle «Sorelle» valide, degli ammalati anche a domicilio.
Il raggio dell’apostolato si sta estendendo sempre più; la popolazione ama le «Sorelle» che pur impedite nei loro movimenti, tanto si danno da fare per i loro figlioli.
Di tanto in tanto arrivano ad Ariano degli aiuti da parte dei nostri iscritti dall’alta Italia.
Bene, avanti, continuate la vostra carità. Voi siete gli strumenti della Madonna per sostenere quelle figliole nell’adempimento del loro dovere.

Il Numero del loro conto corrente è: 12-12697 Santa Maria Valleluogo, Curia Vescovile – ARIANO IRPINO (Avellino).

Il compito ad Ariano non si esaurisce però qui!

E necessario fare anche per gli infermi dell’Italia Meridionale corsi di Esercizi Spirituali; bisogna portare alla “ Salus Infirmorum “ gli infermi da risanare. A quando lo scioglimento di questo voto? Quando troveremo almeno la metà della cifra occorrente per fare un padiglione per 60 malati, ossia L. 12.000.000?

Vi metto a fuoco anche tale obiettivo, perché voi incominciate a pregare per la sua attuazione.

Se le preghiere non attirano i mezzi, nemmeno la Casa potrà essere fatta. E c’è tanto bisogno pure là di una Casa di Esercizi!

CASA DI RE

I lavori della Casa di Re sono continuati anche quest’anno! Nonostante la povertà dei nostri mezzi la casa sta volgendo rapidamente al termine.
Il merito del proseguimento dei lavori prima di tutti è della Vergine Santa che perennemente vigila sull’opera e non permette che abbia ad arrestarsi quanto nel nome Suo si intraprende.
E poi venite subito voi cari ammalati che avete pregato, operato ed aiutato. Se una grande Azienda del Piemonte ci è venuta incontro con offerta di mezzi e di materiale è perché nell’Opera che stiamo svolgendo essa ha visto voi, fratelli amatissimi ed il bene che ricaverete un giorno, a costruzione terminata.
Dopo di voi, che tanto vi siete adoperati, viene l’Impresa: la più grande benefattrice dell’Opera!
É merito suo se i lavori sono continuati anche quest’anno e la casa sta per essere finita.
L’impresa ha fede nella Madonna come noi, come ciascuno di voi: per questo motivo ha tirato avanti, fiduciosa nell’aiuto e nell’intervento di Maria Santissima.
Gli sforzi che l’Impresa sta affrontando per terminare la costruzione entro l’anno 1959 sono tutt’altro che lievi.
E noi sentiamo tutta la responsabilità degli impegni a cui essa è esposta, per amore di Maria Santissima e per amore vostro, cari ammalati.
Se nel 1958 abbiamo pensato a pagare debiti riguardanti l’apostolato generale del Centro e che indirettamente avrebbero influito anche su Re, nel 1959 tutto deve essere proteso verso lo sbloccamento degli impegni che l’Impresa ha per noi assunto.

SIAMO TUTTI SOLIDALI: io, voi, l’Impresa.
Non avremmo mai incominciato i lavori della Casa di Re se voi carissimi ammalati non lo aveste chiesto; né avremmo mosso un passo se non avessimo subito visto che ciò sarebbe tornato a sommo onore e vantaggio di Maria Santissima e delle anime. L’Impresa ci ha assecondato. Tutti siamo quindi legati allo svolgimento ed attuazione di questa questione.
Bello sarà domani quando potremo entrare nella nostra Casa ed incominciare a giro di rotazione turni di esercizi per ammalati e per tutti coloro che si interessano dei sofferenti, dai fratelli degli ammalati, agli infermieri, ai medici. A noi, oggi però tocca ancora dissodare il terreno, perché possano venire i frutti domani; dobbiamo ancora morire come il chicco di grano; dobbiamo gettare a piene mani l’incremento del sacrificio e della preghiera ininterrotta, perché la costruzione cresca non sulla sabbia, ma su roccia buona, che sfidi le più aspre tempeste, che il demonio scatenerà contro di essa.
A seminare sacrificio e preghiera tutti siamo chiamati, tutti indistintamente.
Se è bello vedere l’impresario, che cura la costruzione, girare per i piani della stessa con un semplice panino in mano, per dare il frutto della propria sofferenza, è però doveroso
«FARE QUANTO È VERAMENTE IN NOI» per sciogliere tale questione.
IL PROGRAMMA 1959 è tutto polarizzato su RE. Il 1959 dovrà vedere, se la Madonna vorrà, l’inaugurazione della Casa Cuore Immacolato di Maria.
Nell’anno 1959 ci saranno i primi esercizi spirituali, fatti presso la Vergine del Sangue, la Vergine dalla cui immagine è sgorgato sangue miracoloso, indice della sofferenza del Suo cuore dinanzi al peccato. Siamo andati a Re per la Madonna di Re, per la Madonna del Sangue.
Nel 1959 si incomincerà a parlare molto più, di quanto non si sia fatto finora, della Cara Vergine, che alle porte d’Italia continuamente ripete l’invito alla riparazione, con le cicatrici della fronte, che mostrano ancora la traccia dell’offesa ricevuta.

Tutto il programma del Centro è dunque la Casa di Re!
Comprendo quale tasto delicato tocco nel fare simile affermazione. So i vostri desideri, le vostre ansie. So quanto avete penato per fare quanto avete attuato quest’anno.
Coraggio, siamo verso la conclusione.
Grandi sforzi però occorrono ancora da noi.
In questa circolare non vi ho parlato di nessun programma particolare, mi sono limitato a suggerirvi qualche correzione per meglio far funzionare l’apostolato.
Questo per non disperdere energie.

Il programma 1959 è RE.
Dobbiamo ultimare la Casa. La dobbiamo inaugurare possibilmente nel mese dedicato alla Vergine Santa. Dobbiamo TROVARE I MEZZI PER TERMINARLA E PER ARREDARLA!
So che parlare di mezzi nella famiglia nostra è difficile.
Vi confesso in tutta confidenza e sincerità che la difficoltà del Centro è stata fin dal suo sorgere quella dei mezzi. Non abbiamo incontrato altre difficoltà al di fuori di questa.
Sovente, come nell’ultimo dicembre, siamo stati in serio pericolo di non poter continuare l’apostolato. Ma proprio come ci dice a nostro conforto l’Apostolo Paolo « quando sono debole, allora sono ancora più forte ». Quando noi siamo al colmo della nostra debolezza e tutto sembra che debba venire meno, allora siamo forti più che mai, perché subentra Colei che è schierata per noi come un esercito a battaglia.
Nel 1958 abbiamo sperimentato la bontà e la potenza di Maria Santissima.

Nel 1959 dobbiamo essere così buoni, dobbiamo insistentemente pregare da attirare il doppio dei favori celesti.
« Non nobis, Domina, non nobis sed nomini Tuo da gloriam ». Non per noi, o dolce Signora, ed Avvocata nostra, ma dà gloria al Tuo nome.
E la Vergine buona, al vedere il nostro completo abbandono in Lei interverrà sempre, non una volta sola, ma ogni qual volta sarà necessario, purché tutto sia diretto a Lei, per il Suo Gesù, per le anime

CHE DOBBIAMO FARE PER ATTIRARCI L’AIUTO DI MARIA SANTISSIMA?
« Pregare e fare quanto è in noi »
« Pregare e fare », così mi diceva Pio XII di f.m.
Le sue parole ve le dò all’inizio di quest’anno come un programma. « Pregare e fare ».

PRIMO APPORTO: PREGARE.
Pregare, pregare tanto, pregare sempre. Non vi annoi questa mia raccomandazione. È un ritornello che ritorna sempre ad ogni piè sospinto. Ma questa, credete, è la nostra forza.
Se non abbiamo la preghiera che cosa facciamo noi? Se non ricorriamo subito a Dio, che potremo fare da soli? “Sufficentia nostra ex Deo est “. Tutto quello che siamo, tutto quello che abbiamo l’abbiamo unicamente da Dio. Da soli nemmeno il nome di Gesù siamo capaci di pronunciare devotamente, altro che costruire una Casa come quella di Re!
Amici e figli carissimi, pregate adunque. Pregate tanto, pregate senza fermarvi mai. Sia la preghiera il respiro dell’anima vostra. Sia la preghiera la vostra moneta che voi
Icon liberalità offrite per sollevarci dal peso della Casa di Re. La preghiera equivale aiuto. Credete nei valori soprannaturali. Credete nel valore della preghiera: è questo l’insegnamento di Nostro Signor Gesù Cristo.
PIU’ SI AVVICINA IL COMPLETAMENTO DELLA CASA E PIU’ DEVE AUMENTARE IL NOSTRO APPORTO DI PREGHIERA appunto perché aumentano le necessità. Rosari, giaculatorie, ore insonni, tutto sempre davanti a Dio in devota elevazione verso di Lui, tutto facendo passare per le mani dolcissime e purissime di Maria Santissima.
Se voi siete fedeli a questa consegna la casa di Re sarà terminata e pagata nel 1959.

SECONDO APPORTO: FARE.
FARE! SI’, fare. Pregare è basilare, ma anche fare è necessario. Se noi pregassimo soltanto e non facessimo quanto è in noi saremmo dei presuntuosi.
La nostra azione deve seguire i nostri desideri e le nostre preghiere.
Dopo aver caldamente supplicato la Madonna di voler provvedere alla propria casa, andiamoLe incontro e diciamoLe con tutte le forze del nostro cuore: «Sono tuo o Madre, disponi di me come Ti pare per il Tuo servizio ». E quale conseguenza diamoLe parte del nostro tempo, delle nostre possibilità, per Lei, per quanto Le serve per i Suoi figli.
« Non basta dire Signore, Signore per entrare nel regno dei Cieli» come non basta dire quanto sarà bella la nostra casa e quanto essa è necessaria, se poi non facciamo quanto è in noi.
La comprensione che non si tramuta in sforzo di generosità di ricerca e di offerta è una comprensione sterile, di cui nemmeno la Madonna sa che farsene.
Quando noi abbiamo visto le nostre possibilità e le ABBIAMO VISTE ALLA LUCE DI MARIA SANTISSIMA ED ABBIAMO CONSTATATO CHE VERAMENTE POSSIAMO PROPRIO NULLA, OH ALLORA OFFRIAMO ALLA MADONNA LA NOSTRA IMPOSSIBILITÀ UNITA AL NOSTRO VIVO DESIDERIO DI FARE QUALCOSA PER LEI. Ma in questo caso la nostra offerta equivale ad apporto di capitale. L’intensità della preghiera e dell’offerta della propria impotenza sarà il valore stragrande del nostro aiuto presentato a Maria Santissima.

Possiamo noi, infatti, rivolgerci agli altri soltanto quando abbiamo fatto quanto è in noi.
Se noi per primi non ci diamo da fare come possiamo pretendere che si interessino gli altri di noi?
Se arrossiamo di dover chiedere PER QUANTO STA A CUORE ALLA MADONNA, come possiamo ancora rivolgerci a Lei e dirLe che Le vogliamo bene che La vogliamo servire?
La Madonna con tutta giustizia potrebbe dire a ciascuno di noi, meno parole, più fatti!
Ed allora che cosa vogliamo fare per la Casa di Re nel 1959?
Quello che vi ho suggerito prima: PREGARE E FARE. PREGARE DI PIU’ DEL 1958 E FARE DI PIU’ DEL 1958.
Raddoppiate, se possibile, le vostre preghiere. Moltiplicato il numero dei vostri Rosari, delle vostre giaculatorie, delle visite al Santissimo Sacramento. Parlate continuamente alla Madonna della casa di Re.
Quante volte al mattino, quando mi reco in Ufficio, ove evidentemente non posso lavorare per il nostro apostolato dico alla Madonna: — Manda Tu qualcuno che faccia quanto è meglio di quello che potrei fare io.

Ebbene fate voi tutto quello che non posso fare io.
Le mie possibilità sono limitate, sia nella preghiera che nell’azione. Nella mia solitudine voi siete a me vicini.
Se ognuno di voi dicesse, devo fare quanto è in me per risolvere la situazione di Re, vi garantisco che nel giro di pochi mesi la situazione sarebbe completamente risolta.
Badate che vorrei ripetere queste parole proprio a ciascuno di voi. “Se tu pensi realmente alla Casa di Re, anche soltanto per 15 giorni, la Casa di Re sarebbe ultimata e pagata in breve tempo ». «L’AVVENIRE DI RE È NELLE TUE MANI ».
Non scrolliamo con troppa facilità la testa e non diciamo che noi siamo in condizioni di non poter fare nulla.
SI’, CI SONO ANCHE QUESTI CASI. ANIME CHE GIA’ VIVONO DELLA CARITA’, CHE NON POSSONO PENSARE AD ALTRO, MA QUANTI SONO IN QUESTA CONDIZIONE DEI NOSTRI 50.000 ISCRITTI?

50.000 ISCRITTI SONO TANTI! È un numero enorme. Se ognuno pensasse sul serio alle necessità della Casa di Re, la Casa sarebbe veramente ultimata e pagata entro il 1959!
Vogliamo provare?
Vuoi dire di sì a Maria Santissima?
Ecco un programma:
Abbiamo preparato le buste. È facile distribuirle al nostri amici e conoscenti e non conoscenti.
Sulle buste è tutto spiegato. Il rossore nostro arriva soltanto a dare due o tre buste attorno a noi.
Se noi diamo anche soltanto 10 buste ad amici, chi è che dona meno di 100 lire? E 100 lire è una cosa facile ad ottenere. Chiedere una cifra grande forse è difficile, forse è anche difficile darle, per tanti motivi; ma chiedere 100 lire per ogni busta è veramente tanto facile. É sufficiente fare un piano di lancio.
Il mese di febbraio deve essere tutto proteso a questo scopo. Come possiamo chiudere l’anno centenario di Lourdes senza fare qualcosa che dica alla Madonna il nostro amore, la nostra viva partecipazione? Mettetevi quindi subito al lavoro.
Chiamate gli amici presso di voi e studiate un piano di lancio.

NON PERDETEVI D’ANIMO. SUPERATE LE PRIME DIFFICOLTA’, IL RESTO TUTTO SI APPIANERA’
Scrivete subito al Centro, domandando un numero presumibilmente necessario e avanti nel nome Santo di Dio e di Maria Santissima.
PROVATE E VEDRETE QUANTO LA MADONNA INTERVENGA PER SCIOGLIERE LE DIFFICOLTA’. Evidentemente bisogna porre mano all’aratro e poi non voltarsi subito in dietro, oppure sedersi per riposarsi.
VOGLIAMO FARE UNA GARA? ACCETTATE?

ECCO:
1) LA DIREZIONE SORTEGGERA’ PER PASQUA 10 SOGGIORNI GRATUITI A RE IN OCCASIONE DELLA INAUGURAZIONE DELLA CASA FRA TUTTI QUELLI CHE AVRANNO TROVATO 10.000 LIRE.
2) 10 SOGGIORNI, UGUALMENTE PER L’INAUGURAZIONE DELLA CASA, FRA TUTTI COLORO CHE AVRANNO TROVATO ALMENO 5.000 LIRE.
3) 15 SOGGIORNI per la medesima occasione tra tutti coloro che avranno trovato 1.000 lire.
4) 10 SOGGIORNI saranno ugualmente sorteggiati tra gli iscritti che avranno inviato un’offerta al Centro.

AVANTI ora e CORAGGIO; la Madonna è con noi!
La soluzione della questione di Re è nelle vostre mani.
Sia lo slogan 1959: “ TERMINIAMO LA CASA DI RE “.
Ricordate il popolo d’Israele che nell’assalto contro gli Amaleciti accese le fiaccole di notte e poi con urla si lanciò all’assalto del nemico che l’assediava?
Anche noi dobbiamo accendere la fiaccola della nostra fede, e ravvivandola con la nostra preghiera, porci con slancio duraturo alla conquista, interessando indistintamente tutti del problema della Casa di Re.

Se tutti farete così, la situazione sarà in breve risolta.
Vi sostenga la Vergine Santa in questo lavoro così duro e difficile per Lei.
InvocateLa, prendeteLa per mano e non lasciateLa mai nel vostro lavoro.
Solo così i vostri passi saranno fruttuosi e le vostre parole non cadranno in vano.

CONSIGLIO PRATICO:

ASSOLUTAMENTE NON INVIARE DENARO LIQUIDO NELLE BUSTE.
Si va a rischio, con molta facilità, di non far giungere il vostro dono.
SERVITEVI DEI CONTI CORRENTI. SPECIFICATE SU DI ESSO LA CAUSALITÀ DEL VERSAMENTO.
Togliete dalle buste i mezzi raccolti e fateli pervenire al Centro, con la lista dei nominativi degli offerenti.
Già ci siamo attrezzati per far giungere a tutti, nel giro dl una settimana il ringraziamento che è anche per voi rIcevuta dl scarico.
In certe zone stanno organizzando di bruciare ai piedi della Madonna le buste con i nominativi degli offerenti.
Bella iniziativa. Chi può l’attui.
Ed ora resto in attesa della tua risposta.
Fraternamente ti ho illustrato tutte le necessità del Centro, ho impostato il tuo lavoro; a Te darmi la risposta. Non cestinare la mia lettera: ho pensato a Te; ho pregato per Te, desidero una «TUA » risposta.
La Madonna, Vergine fedele, Ti benedica per la carità della risposta che mi manderai.
Ti benedico di vero cuore.
Tuo aff.mo nel Signore

L.N.