Indirizzando alla persona sofferente il suo pensiero, il Beato Novarese mette in evidenza la probabilità che, pur desiderando di essere compresi e presi in cura, si faccia l’esperienza dell’incomprensione e dell’indifferenza, grande pandemia odierna. Ci si potrebbe allora racchiudere su se stessi, nel proprio dolore. Oppure, come lui ha fatto, ci si può prendere cura del mondo, degli altri, della propria interiorità. Alla lamentela sterile opporre la sensibilità per la sofferenza degli altri.

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