Quando passa il “setaccio della sofferenza” c’è la possibilità di discernere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Così anche il dolore può diventare luce, e rischiarare ciò che è coperto di tenebre. Ciò che prima sembrava impossibile da accettare lo si vive come un punto di partenza verso un oltre da sé.
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