Un desiderio disordinato (la concupiscenza), un lavoro faticoso, la presenza della sofferenza e della morte sono conseguenze della ferita originale che il peccato ha lasciato dentro ogni esistenza. Ma non sono invincibili. Il desiderio disordinato può trovare orientamento verso l’unificazione interiore del sé, così come la fatica del lavoro può essere vissuta con responsabilità. E la sofferenza e la morte possono trovare senso nell’esperienza pasquale di Cristo, nel dono che lui ci fa ogni giorno.
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