Questa triplice vicinanza, vicino, con, in, segna il passaggio definitivo dalla fede ingenua alla sapienza di chi è diventato “grande” attraverso il dolore.
Non sono solo preposizioni, sono tre stadi della nostra relazione con Gesù: la sofferenza ha scavato uno spazio interiore così vasto che ora Lui può abitarlo. Non è più un incontro esterno, ma una fusione. Il nostro dolore è il Suo dolore; la Sua vita è la nostra vita. È la presenza della comunione.
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