Trasformare la sofferenza in un apostolato nelle mani della Madonna, come suggerisce Mons. Novarese, significa ribaltare la percezione comune del male fisico o interiore. Non più una condizione subita passivamente ma una missione attiva.

La docilità non è rassegnazione ma l’atteggiamento di chi non oppone resistenza alla grazia, anche quando essa passa attraverso la croce. E il sofferente non è un peso per la comunità, ma il suo membro più operante.

 

https://www.luiginovarese.org/scritti/impegno-dazione-2/