Quando le parole diventano inutili o impossibili, lo sguardo diventa l’unico ponte rimasto. È un momento di teologia degli affetti. Non c’è ribellione, non ci sono grida di ingiustizia. Uniti in un atto di fede pura: vedere Dio laddove il mondo vede un fallimento. In questo incontro le due volontà, quella del Figlio e quella della Madre, si fondano in un unico “Sì”, in una comunione di ferite.
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