Un invito vibrante, quello del Fondatore, che trasforma l’atto della preghiera da dovere religioso in una opportunità di condivisione e generosità spirituale.
Spesso la preghiera rischia di diventare un soliloquio centrato sulle proprie necessità. Qui, invece, viene presentata come una risorsa illimitata: pregare per gli altri non ci toglie nulla, anzi, arricchisce chi dona.
Inoltre, l’idea di presentare i fratelli evoca un’immagine bellissima: è l’ufficio dell’intercessione. Come un amico che prende per mano un altro amico e lo introduce in una casa accogliente, chi prega fa da ponte. Non si tratta solo di chiedere cose per gli altri, ma di mettere le persone stesse sotto lo sguardo della Madre.