Stamattina, 6 febbraio, è stata presentata la nuova Carta degli operatori sanitari dal Pontificio consiglio per gli operatori sanitari (divenuto una componente importante del nostro Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale).
Grazie all’operato del compianto Arcivescovo Zygmunt Zimowski, ultimo Presidente del Pontificio Consiglio, la nuova Carta costituisce la sua eredità lasciata alla pastorale sanitaria ed al mondo della sofferenza, a cui ha dedicato tantissime energie e in cui ha operato, con sacrificio e determinazione, sino alle ultime ore della sua esistenza terrena.
Si tratta di un’opera di revisione e attualizzazione della Carta degli Operatori Sanitari, il ‘vademecum’ teologico-morale-medico, pubblicato per la prima volta nel 1995 e per quasi venti anni testo base per gli operatori sanitari.
È un valido compendio di dottrina e di prassi, un testo in cui si è dunque operata una revisione e un aggiornamento secondo i quali, anche i temi già a suo tempo affrontati vengono illustrati in un linguaggio più accessibile e attuale e contengono un aggiornamento sotto i profili scientifico e contenutistico più in generale accompagnati da una rivisitazione delle note teologiche del documento citati.
Dal punto di vista dottrinale, la Nuova Carta per gli Operatori Sanitari riafferma la sacralità della vita e la sua indisponibilità in quanto dono di Dio. Gli operatori sanitari sono ministri della vita in quanto ne sono servi e sono chiamati ad amarla ed accompagnarla nel percorso esistenziale del generare – vivere – morire, trinomio tematico dell’Indice della Nuova Carta.

Nella foto:
Mons. Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu alla conferenza stampa di presentazione della XXV Giornata Mondiale del Malato (Vaticano, 6 febbraio 2017)