Due anni fa, festa di Ognissanti, Lucia Ianett del CVS di Reggio Emilia, in chiesa, durante la sua lezione di catechismo, attraverso il gioco della pesca, utilizzando un mazzo di circa quaranta carte, composto da santini, chiese a tutti i bambini di pescare e fare una riflessione o una piccola ricerca, a casa con l’aiuto dei genitori, sul santo che, ognuno di loro avrebbe ricevuto dalla sorte.
Quell’anno, era particolare, avrebbero fatto la prima comunione e tutto il cammino che avrebbe portato al sacramento era pieno di gioia e importanti riflessioni.
Accade un fatto che noi non dimenticheremo mai che ci ha cambiati e, ancora non potevamo saperlo, ma avremmo vissuto una esperienza, unica ed incredibile. Mentre gli altri bimbi avevano pescato chi san Francesco o santa Rita, piuttosto che, la scelta di Francesco, cade sul santino del beato Luigi Novarese.
Io non conoscevo nulla di questo uomo e il perché fosse iniziato il suo percorso di beatificazione prima e di santo poi. Lucia, legata a questa figura da fatti ed avvenimenti che anche a lei ed alla sua famiglia, hanno lasciato chiari segni di gioia, e speranza, mi racconta, che Luigi era un bambino che, dopo una brutta caduta, fu colpito da una gravissima forma di tubercolosi ossea e che ai tempi, non esisteva una cura, ma che, durante un rosario a Maria Ausiliatrice all’età di 17 anni viene miracolato.
Da lì, il cammino verso il sacerdozio e l’avvio ai Volontari della Sofferenza, l’Associazione nella quale il sacerdote, insegna a pensare in modo nuovo se stessi e la malattia. Don Luigi così dà vita a “i Silenziosi operai della Croce, un’Associazione di anime consacrate, uomini e donne, sacerdoti e laici impegnati a illuminare gli ammalati, sul senso cristiano del dolore e sostenerli attraverso opere assistenziali e di recupero professionale.
Francesco aveva incontrato il beato dei disabili e degli ammalati ❤. Da quel momento Francesco, continua il suo cammino, ma sempre in compagnia del suo amico Luigi
Arriva il giorno della prima Comunione. Il 13 aprile, il giovedì santo. In quel periodo le “due stampelle” del beato Novarese erano in viaggio per il nord Italia e, per un motivo a noi sconosciuto, attraverso l’aiuto di Lucia che in quei giorni aveva l’incarico di portarle verso un’altra destinazione, il beato Luigi Novarese decide di venire in casa nostra. Le reliquie arrivano in casa intorno alle due del pomeriggio, la comunione sarebbe stata alle 18. Il beato Luigi, era lì con noi: abbiamo pianto di gioia e vissuto quella meravigliosa giornata tranquilli e felici.
Dopo la bellissima messa ed il ricevimento, a tarda sera, ci siamo trovati con il nostro gruppo di amici a casa nostra, in compagnia del beato, in allegria e serenità. È rimasto con noi quasi tre giorni. Da allora, Luigi, il nostro amico beato, è sempre con noi ❤❤❤❤
Saremo a Roma per la sua canonizzazione!


grazie. le cose semplici possono ancora far commuovere.
Laudato sì, mi Signore!