Ieri sera, sul piazzale deserto, brillava la fiamma di 21 candele, davanti alla Cappellina delle Apparizioni. In rappresentanza delle 21 diocesi del Portogallo.
Questa mattina una nebbia e una pioggerella leggera avvolgeva il Vescovo di Leiria-Fatima, Mons. Marto, i pochi sacerdoti e fedeli ammessi alla celebrazione del 13 maggio, anniversario della prima apparizione a Fatima.
La nebbiolina non poteva comunque nascondere il vuoto dei fedeli che, di norma, avrebbero reso strapieno un luogo così caro ai fedeli portoghesi ma anche a tanti altri proveniente da tutto il mondo.
Nel 1917 a Cova da Iria c’erano solo i tre Bambini. Ma da 103 anni mai il piazzale si era presentato così vuoto.
“Signora, è la prima volta che il tuo popolo amato non può venire da te – ha detto Mons. Marto nell’omelia. – Proveniente dai diversi angoli della terra, come moltitudine, i tuoi fedeli devoti oggi non sono qui accanto a te, Madre di tenerezza”.
Parole affettuose e intime che portano poi il pastore della diocesi a riflettere sul presente: “Questa pandemia rivela la vulnerabilità e la fragilità della nostra condizione umana e ci mette in una situazione drammatica e tragica, senza precedenti. Tuttavia, essa si presenta anche come una opportunità per riflettere sulla vita e, soprattutto, per farci andare all’essenziale.
A volte ci sembra di essere tremendamente forti e invece siamo così tremendamente fragili. Siamo spinti così a rivedere le nostre abitudini, il nostro stile di vita, la scala dei valori che orientano la nostra vita. Siamo posti nel presente, di fronte al grande mistero ultimo della vita e dell’umanità che noi credenti chiamiamo Dio, il Dio di Gesù. Tutto questo esige una riflessione interiore, spirituale”.
Il Vescovo presenta poi la pandemia come “la chiamata ad una profonda conversione spirituale in profondità e una sollecitazione a dare una risposta di solidarietà: “La nostra vulnerabilità e fragilità ci fanno sentire uniti a tutta l’umanità. E ci rendiamo conto di essere interdipendenti e, per questo, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno; affondiamo insieme. Non possiamo rimanere indifferenti davanti alla povertà, alla fame, all’esclusione sociale”.
Infine, il Vescovo richiama l’immagine di luce dell’Apparizione: “Come il 13 maggio del 1917, anche oggi la Signora si presenta a noi come rivestita di sole, che irradia la luce di Dio e invita tutti a credere al trionfo del bene sul male, della vita sulla morte. La Parola di Dio ci motiva a rendere attuale il messaggio di Fatima di speranza e di pace e di richiamo alla conversione: è possibile ricominciare con speranza!”.
L’ultima parte dell’omelia di Mons. Marto è stata una invocazione alla Vergine: “Madre cara, desideriamo ringraziarti per questo pellegrinaggio interiore, per la luce, la speranza, la consolazione e la pace di Cristo che porta alle nostre case. Oggi tu fai il cammino di andata; noi faremo il viaggio di ritorno quando supereremo questa minaccia che ce lo impedisce. Torneremo qui: lo prendiamo come impegno. Torneremo qui a ringraziarti e a lodarti”.
Prima di chiudere la celebrazione con l’abituale saluto ai pellegrini nelle diverse lingue, il Cardinal Marto ha letto la lettera che il Papa ha inviato ai pellegrini di Fatima per questo 13 maggio:

“Cari pellegrini di Fatima,
a causa delle circostanze di forza maggiore, non vi sarà possibile in questo 13 maggio compiere nel modo abituale il pellegrinaggio a Cova di Iria. So che avete fatto comunque un pellegrinaggio nell’anima e nel cuore. La ragione è semplice: un figlio non può mai vedersi lontano dalla madre!
Con queste mie parole vorrei rassicurarvi sulla presenza di Maria presso di noi. Un piccolo virus ci ha resi limitati e ha avuto la forza di inquietarci. Anche Maria è piccola, come noi. Ma lei si è abbandonata a Dio e lui l’ha resa grande, rendendola sua e nostra Madre. Oggi, gloriosa in corpo e anima, lei è cuore materno occupato e preoccupato di ristabilire il suo legame con noi e il nostro legame con Dio. Non dimenticate la sua promessa del 13 giugno: il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio! A Dio lei affida tutti noi.
Vi chiedo di pregare per tutte le persone che hanno perso la vita in questa pandemia del Covid-19, che hanno attraversato da soli la soglia dell’eternità. So che la Madre del Cielo li ha accompagnati all’incontro con Dio. Che Egli vi benedica e che la Vergine di Fatima vi custodisca e protegga”.

Papa Francesco, Roma, 8 maggio 2020.