Il beato Luigi Novarese aveva in massima considerazione i sacerdoti anziani e ammalati. Per coinvolgerli e non lasciarli isolati ha dato vita alla Lega Sacerdotale Mariana, consentendo loro non restare fuori dall’attività di apostolato, vivendo appieno tutto ciò che concerne la vita della Chiesa Universale.
Il 17 settembre scorso Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata dei sacerdoti anziani e malati della Lombardia ha ripreso in parte ciò che caratterizzava il modo di farsi accanto ai sacerdoti più fragili del Beato Novarese. Rivolgendosi i presbiteri ha detto: “E’ soprattutto a voi, cari confratelli che vivete il tempo della vecchiaia o l’ora amara della malattia, che sento il bisogno di dire grazie. Grazie per la testimonianza di amore fedele a Dio e alla Chiesa. Grazie per l’annuncio silenzioso del vangelo della vita. Grazie perché siete memoria viva cui attingere per costruire il domani della Chiesa”. Spero tanto – continua il Santo Padre – che questo periodo ci aiuti a capire che, molto più dell’occupare spazi, è necessario non sciupare il tempo che ci viene donato; che ci aiuti a gustare la bellezza dell’incontro con l’altro, a guarire dal virus dell’autosufficienza. Non dimentichiamo questa lezione! Anche per la nostra vita sacerdotale la fragilità può essere “come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai” che, innalzandoci verso Dio, ci raffina e ci santifica. Non abbiamo paura della sofferenza: il Signore porta la croce con noi!”