È dedicata all’amore per la Sacra Scrittura di San Girolamo la Lettera Apostolica Scripturae Sacrae Affectus di papa Francesco, pubblicata proprio nel giorno in cui la Chiesa fa memoria del grande Padre della Chiesa.
Attraverso questo documento magisteriale, papa Francesco esorta a fare tesoro di quanto Girolamo ci ha lasciato in eredità, ossia l’amore verso le Sacre Scritture con particolare attenzione all’ascolto di ciò che queste ci dicono e ci invitano a riflettere. Scrive il Papa: “È nella Sacra Scrittura che, mettendosi in ascolto, Girolamo trova sé stesso, il volto di Dio e quello dei fratelli, e affina la sua predilezione per la vita comunitaria […]. L’amore appassionato di San Girolamo per le divine Scritture è intriso di obbedienza. Innanzitutto nei confronti di Dio, che si è comunicato in parole che esigono ascolto riverente e, di conseguenza, obbedienza anche a coloro che nella Chiesa rappresentano la vivente tradizione interpretativa del messaggio rivelato”.
C’è una bella riflessione di papa Benedetto XVI in occasione di una catechesi sulla figura di San Girolamo, che possiamo utilizzare a complemento della Lettera Apostolica di papa Francesco.
Che cosa possiamo imparare noi da San Girolamo? Si chiede Papa Ratzinger.
“Mi sembra soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura. Dice San Girolamo: “Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”. Perciò è importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura. Questo nostro dialogo con essa deve sempre avere due dimensioni: da una parte, dev’essere un dialogo realmente personale, perché Dio parla con ognuno di noi tramite la Sacra Scrittura e ha un messaggio ciascuno. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore voglia dire a noi. Ma per non cadere nell’individualismo dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci è data proprio per costruire comunione, per unirci nella verità nel nostro cammino verso Dio. Quindi essa, pur essendo sempre una Parola personale, è anche una Parola che costruisce comunità, che costruisce la Chiesa. Perciò dobbiamo leggerla in comunione con la Chiesa viva. Il luogo privilegiato della lettura e dell’ascolto della Parola di Dio è la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi. Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l’eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l’eterno, la vita eterna”.

Qui il testo completo della Lettera Scripturae Sacrae Affectus del Santo Padre Francesco nel XVI Centenario della morte di san Girolamo