Due voci autorevoli per commentare la Giornata Mondiale delle persone con disabilità

Con Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1981, il 3 dicembre è dedicato alla promozione dei diritti e del benessere delle persone con disabilità.

Siamo tutti sulla stessa barca, dice il Papa nel suo Messaggio, “in mezzo a un mare agitato che può farci paura; ma in questa barca alcuni fanno più fatica, e tra questi le persone con disabilità gravi”.

Come un’eco le parole del Presidente Mattarella nel suo intervento: “È indubbio che la difficile condizione dovuta alla pandemia sta creando disagi e difficoltà a tutti. Ma queste diventano un impedimento assai più grave per persone che si trovano già a convivere con difficoltà di movimento o di relazione.

Se l’isolamento per le esigenze sanitarie è di per sé una condizione pesante, può diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilità fisica o psichica”.

Celebrare questa Giornata sarebbe inutile se, oltre alla riflessione non seguano delle azioni che in qualche modo cambiano le condizioni esistenti (come d’altronde dovrebbe essere anche per la celebrazione di altre giornate simili).

Prendendo spunto dal vangelo del giorno, la casa fondata sulla roccia, Papa Francesco parla di “una prima «roccia» su cui edificare la nostra casa: l’inclusione”, che dovrebbe essere “la «roccia» sulla quale costruire i programmi e le iniziative delle istituzioni civili perché nessuno, specialmente chi è più in difficoltà, rimanga escluso. La forza di una catena dipende dalla cura che viene data agli anelli più deboli”.

Aggiunge poi una seconda «roccia», quella della partecipazione attiva: “Anche le persone con disabilità, nella società come nella Chiesa, chiedono di diventare soggetti attivi della pastorale, e non solo destinatari. L’obiettivo è non solo assisterli, ma la loro partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. È un cammino esigente e anche faticoso, che contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irripetibile”.

Chiaramente ci riconosciamo fortemente in questa idea di soggetti attivi, idea fondante del CVS. E anche con quello che poi Francesco aggiunge: “anche la presenza di persone con disabilità tra i catechisti, secondo le loro proprie capacità, rappresenta una risorsa per la comunità. In tal senso, è da favorire la loro formazione, perché possano acquisire una preparazione più avanzata anche in campo teologico e catechetico. Mi auguro che sempre di più, nelle comunità parrocchiali, le persone con disabilità possano diventare catechisti, per trasmettere la fede in maniera efficace, anche con la propria testimonianza”.

Il Presidente Mattarella commenta: “L’Italia, in questi ultimi anni, ha compiuto molti passi avanti per temperare gli effetti delle disabilità e per promuovere l’autentico rispetto dei diritti delle persone che le presentano, impegnandosi ad abbattere barriere e ostacoli – fisici e anche culturali – che ne limitano le legittime aspirazioni” e ricorda che “L’Unione Europea, nel mese scorso, ha approvato una dichiarazione, impegnativa per gli Stati membri, per costruire insieme un’Europa inclusiva nei confronti delle persone con disabilità”.

Tuttavia, aggiunge che è necessario “un impegno ancora maggiore per mantenere e migliorare i livelli di cura, di sostegno e di attenzione. Anche attraverso l’ascolto e il coinvolgimento, in questa preziosa attività, delle associazioni e delle organizzazioni che esprimono la voce delle persone con disabilità”.

Ed è bella la sua conclusione: “Il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”.

Un’idea già espressa dal Papa quando il 30 maggio 2015 ha incontrato i membri di Scienza & Vita: “Il grado di progresso di una civiltà non si misura dal benessere, dalla tecnologia o da altri parametri materiali ma dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili”.