Le tre lettere del Papa buono tutte redatte nel mese di luglio

 

Il «Papa buono» ha fatto il massimo dono alla Lega Sacer­dotale Mariana approvandola con il Breve Apostolico «Valde probandae» del 24 novembre 1960. Le ha inoltre inviato ben tre Lettere (tutte redatte nel mese di Luglio) di cui due autografe in occasione dell’annuale Pellegrinaggio dei Sacerdoti ammalati a Lourdes:

 

– Nel 1959 ha inviato la Lettera direttamente a Mons. Lui­gi Novarese. Ne riportiamo le parti principali:

«Il Nostro affettuoso pensiero si rivolge ai diletti Sacerdoti infermi, che portano il tesoro della loro croce santificatrice ai piedi dell’Immacolata di Lourdes per impetrare effusione di grazie a maggiore fecondità del proprio Sacerdozio e ad incre­mento del numero e dello zelo dei Ministri del Signore, e desi­deriamo che il benedicente saluto rechi la testimonianza della Nostra sollecitudine, per la quale Ci sentiamo spiritualmente vi­cini a ciascuno di essi e paternamente partecipi dei loro sen­timenti.

Auspichiamo pertanto che le giornate trascorse nella misti­ca atmosfera della Città della Bianca Regina dei Pirenei valgano a trasfondere serenità, pace e conforto nell’animo dei convenu­ti, e ne confermino i propositi di generosa adesione alla divina volontà, in unione ai patimenti di Gesù Crocifisso e della sua Madre Addolorata. Nella via del loro Calvario i cari Sacerdoti infermi apprezzino la santità e la fecondità della missione affi­data dal Signore: rendano, con spirito di sacrificio e di immo­lazione, sempre più ricco di meriti il loro Sacerdozio, sicuri di poter essere nella Chiesa strumenti preziosi di salvezza

È motivo inoltre di fiducia e di consolazione al Nostro ani­mo la “giornata di preghiera e di offerta” che si celebra per la consacrazione d’Italia al Cuore Immacolato di Maria da com­piersi nel prossimo mese di settembre. Alla schiera dolorosa e confidente dei Sacerdoti raccolti nella grotta di Massabielle vo­gliano unirsi tutti gli ammalati d’Italia e, in modo particolare, i “Volontari della Sofferenza”, associati nella fervorosa supplica e nell’ offerta dei loro dolori, affinché l’atto solenne di omaggio e di consacrazione alla Regina del Cielo trovi nei cuori dei fedeli la più ampia rispondenza di cosciente donazione, susciti rin­novato impegno di virtuosa vita, ridondi a salutare profitto del­le anime e giovi largamente alla cristiana prosperità dell’intera Nazione».

Dal Vaticano 24 luglio 1959

Joannes XXIII PP.

 

 

– Nel 1961 la Lettera del Papa, a firma del Cardo Dome­nico Tardini, Segretario di Stato, parla del «carattere interna­zionale» della LS.M. e pone in rilievo la spiritualità associativa che si incentra su Maria ai piedi della Croce dove il sacerdote sofferente meglio si identifica «con Gesù Offerente e Vittima». La Lettera è indirizzata al Cardo Giuseppe Ferretto che presie­deva il Pellegrinaggio:

 

«…L’attività della “Lega Sacerdotale Mariana” per la prima volta con questo pellegrinaggio assume carattere internaziona­le: la presenza di membri del clero di parecchie Nazioni, frater­namente uniti ai piedi della Vergine di Massabielle, esalta op­portunamente l’universalità della Chiesa, pregando essi, tutti in­sieme, per un fatto così universale “cattolico”, quale è il Conci­lio “Ecumenico”.

Sua Santità ama trovarSi spiritualmente presente in mezzo ai Suoi diletti sacerdoti, cui la sofferenza avvicina al mistero della Croce di Cristo, salute unica dell’umanità, in quella terra benedetta dell’Immacolata Madre di Dio, dove trionfa l’Euca­restia: “Ave verum Corpus, natum ex Maria Virgine!”

Il prete ammalato, sofferente, che offre il Santo Sacrificio a Lourdes: quale grande cosa!

Come prete rappresenta Gesù Cristo “Sacerdote eterno”; ammalato o sofferente può meglio identificarsi con Gesù Cristo, Offerente e Vittima; nella terra benedetta di Maria sente più si­cura la materna protezione di Lei, che al Calvario gli fu in modo speciale data per Madre: “Ecce Mater tua!” (lo XIX, 27).

Il Santo Padre esorta cotesti diletti figli, consacrati sacer­doti “in aeternum” a chiedere, per mezzo di Maria, la propria santificazione, a trovare nell’Ordine Sacro e nell’amore a Maria tutta la ragione della loro vita; quali figli prediletti, li stringe al Proprio cuore di Pastore universale e li benedice.

 

Dal Vaticano, 26 luglio 1961»

 

– Nel 1962, ancora in occasione del Pellegrinaggio a Lour­des, Giovanni XXIII invia al Cardo Giuseppe Ferretto, Presiden­te del Pellegrinaggio, la sua Lettera autografa nella quale parla di una «duplice vocazione» del sacerdote ammalato: «al divino servizio e alla santificazione dei patimenti», dei due principali alimenti della pietà sacerdotale: l’Eucaristia e l’Immacolata, e della preziosità della loro offerta di preghiera e di sofferenza per il buon esito del Concilio Vaticano II (concetto espresso an­che nelle due Lettere precedenti): «L’animo Nostro si volge oggi, con particolare tenerezza, nella soave cornice di Lourdes, tra i sacerdoti ammalati, ai quali la duplice vocazione – al divino servizio e alla santificazione dei patimenti – è forma concreta e alto segno di speciale pre­dilezione del Signore.

Noi siamo profondamente grati allo stuolo dei cari amma­lati per l’edificazione, che viene alla Santa Chiesa dalla loro pie­tà, nutrita in queste giornate di fervido amore all’Eucaristia e all’Immacolata, e dalla preziosa offerta delle loro preghiere e delle loro sofferenze per il Concilio Ecumenico, in unione di spirito con tutti gli ammalati del mondo. Per essi ben volentieri imploriamo dal cielo ricchi doni di fede, di speranza, di amore a sostegno del loro sublime sacrificio, a potenziamento di tutte le migliori energie del loro spirito».

Dal Vaticano, 28 luglio 1962

Joannes XXIII PP.