Presso l’Istituto Agostinianum in Roma si sta svolgendo il Convegno Healthcare for All. Sustainability and Equity, organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita.
I partecipanti si sono incontrato oggi, 16 febbraio, con Papa Leone nel corso di una Udienza particolare.
Il Papa afferma che il tema trattato, Salute per tutti, è “di grande importanza, sia per l’attualità, sia dal punto di vista simbolico. Infatti, in un mondo lacerato da conflitti, che assorbono enormi risorse economiche, tecnologiche e organizzative per produrre armi e altri dispositivi bellici, è quanto mai significativo dedicare tempo, forze e competenze per tutelare la vita e la salute”.
Ma, se è vero, che tutti hanno diritto alla salute, è anche vero, e oggi lo è ancora di più, che ci sono profonde disuguaglianze. Il Papa lo sottolinea: “Quando esaminiamo la speranza di vita – e di vita in salute – in diversi Paesi e in diversi gruppi sociali, scopriamo enormi disuguaglianze. Esse dipendono da variabili come, ad esempio, il livello di retribuzione, il titolo di studio, il quartiere di residenza. E purtroppo oggi non possiamo tralasciare le guerre, che coinvolgono strutture civili, inclusi gli ospedali, e costituiscono il più assurdo attentato che la mano stessa dell’uomo rivolge contro la vita e la salute pubblica. Spesso si afferma che la vita e la salute sono valori ugualmente fondamentali per tutti, ma tale affermazione risulta ipocrita se al contempo ci si disinteressa delle cause strutturali e delle scelte operative che determinano le diseguaglianze. Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”.
È necessario, quindi che si lavori su un “terreno su cui può crescere una cultura democratica che favorisce la partecipazione ed è capace di coniugare efficienza, solidarietà e giustizia. Occorre recuperare il collegamento con l’atteggiamento fondamentale della cura come sostegno e vicinanza all’altro, non solo perché si trova in situazione di bisogno o di malattia, ma perché condivide una condizione esistenziale di vulnerabilità, che accomuna tutti gli esseri umani. Solo così saremo in grado di sviluppare sistemi sanitari più efficaci e più sostenibili, in grado di soddisfare i bisogni di salute in un mondo dalle risorse limitate e di ripristinare la fiducia nella medicina e negli operatori sanitari, malgrado la disinformazione e lo scetticismo nei confronti della scienza”.


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