La vita spirituale non può essere un rifugio intimistico: deve diventare una forza generatrice. Senza frutti, la radice è secca; senza radice, il frutto è finto.

È necessario quindi prestare le proprie mani, i propri piedi e la propria intelligenza perché la carità di Dio prenda corpo. L’opera è la fede che si fa visibile, toccabile e utile.