La preghiera vera non è un esercizio intellettuale ma un respiro vitale accessibile a tutti. La sua “produttività” non si misura con i parametri del mondo (efficienza, guadagno), ma con la trasformazione interiore che opera. La preghiera è umile, sempre, mai orgogliosa di sé o delle parole che dice. E rende umili. In questo senso si prega efficacemente anche con formule che crediamo sorpassate o inadatte nel mondo contemporaneo: il Rosario, una giaculatoria o il semplice stare in presenza, sono spesso le preghiere più potenti perché abbattono l’orgoglio, non hanno parole ricercate, ma riconoscono il bisogno di Dio.
Chi prega in modo umile non può restare indifferente al dolore altrui. E così la preghiera “produce” amore verso il prossimo.
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