Agli occhi dei più la malattia segna molte mancanze. Luigi Novarese invece dice il contrario: che si ha di più. Un’affermazione paradossale e luminosa che lui derivava dalla sua esperienza personale e che ribalta la logica del mondo. Agli occhi della società, l’ammalato è spesso visto come qualcuno che “perde” (salute, tempo, autonomia, produttività). Nella prospettiva della fede e della comunione dei santi, invece, l’ammalato è il detentore di una ricchezza immensa. Ecco la “Moneta” del Sacrificio”, perché ogni istante vissuto nella prova, se unito alla sofferenza di Cristo, acquista un valore infinito. La “moneta della sofferenza”, la “Moneta dell’intercessione: l’ammalato che prega e offre la sua condizione diventa il cuore pulsante della Chiesa. È una risorsa spirituale che sostiene chi corre nel mondo, ma che forse ha smarrito la direzione.
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