Questa mattina, 27 marzo 2026, nella Sala Clementina, Papa Leone XIV ha accolto in udienza privata 400 professionisti della Rete nazionale trapianti, riuniti a Roma in occasione degli Stati generali della rete.
Nella delegazione accolta dal Pontefice in udienza privata il Ministro della salute, Orazio Schillaci, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, e il presidente della Pontifica Accademia per la Vita, sua Eccellenza Mons. Renzo Pegoraro.
Il Santo Padre ha espresso un forte riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dalle équipe sanitarie impegnate nella donazione e nel trapianto di organi, definendolo un servizio “esigente e spesso nascosto”, caratterizzato da competenza, responsabilità e profonda umanità.
Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha ricordato il settantesimo anniversario della prima donazione di organi in Italia: il Beato don Carlo Gnocchi scelse di donare le sue cornee a due giovani assistiti della sua Opera, contribuendo ad avviare un percorso di riflessione etica e normativa che ha progressivamente portato allo sviluppo del sistema trapiantologico nazionale.
Ripercorrendo la posizione della Chiesa sul tema, il Pontefice ha richiamato gli orientamenti espressi dal Magistero nel corso dei decenni: da Pio XII, che già nel 1956 riconobbe la liceità del prelievo a fini terapeutici, fino agli insegnamenti di San Giovanni Paolo II e Papa Francesco sul valore della donazione come espressione di solidarietà e fraternità universale. Papa Leone XIV ha riaffermato l’importanza di garantire sempre criteri etici, trasparenti e rispettosi della dignità della persona, ribadendo il carattere gratuito del dono.
Nel suo discorso, il Santo Padre ha sottolineato che il trapianto è possibile solo grazie alla relazione di cura e fiducia tra operatori sanitari, pazienti e famiglie. La “generosità dei donatori”, ha affermato, resta la condizione essenziale per salvare vite e sostenere un sistema che continua a essere riconosciuto anche a livello internazionale.
Papa Leone XIV ha rivolto un incoraggiamento alla comunità scientifica impegnata nello sviluppo di nuove soluzioni per rispondere al fabbisogno crescente di organi, ricordando che l’innovazione deve sempre rimanere orientata al bene integrale della persona. Ha inoltre invitato le istituzioni e il mondo del volontariato a proseguire nelle attività di informazione e sensibilizzazione, affinché cresca una cultura della donazione libera e consapevole.
Concludendo l’udienza, il Santo Padre ha ringraziato gli operatori della Rete per l’impegno quotidiano e ha rivolto un augurio per il proseguimento del loro lavoro a servizio dei pazienti e della collettività.


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