Novarese richiama l’attenzione al rischio più grande: l’illusione di chi guarda solo al qui e ora, perdendo di vista la meta finale.

Attenzione all’inganno dell’orizzonte piatto. Senza la prospettiva dell’eternità, la sofferenza appare solo come tempo perso, un’ingiustizia da cui scappare o da subire nel rancore. Per chi ha fede, invece, la sofferenza è una soglia, un travaglio del parto