Alla luce della Speranza! Un anno con il calendario CVS. Maggio

Alla luce della Speranza! Un anno con il calendario CVS. Maggio

2026-05-01T09:15:41+02:001 Maggio 2026|Notizie|
Oltre la sofferenza, verso un orizzonte più luminoso dove la vita può rivelare nuovi significati.

Con queste parole guida per l’anno 2025, il calendario CVS ci accompagna, mese per mese, a vivere la Speranza, come dono e come compito.
In un mondo dilaniato dall’odio e dalla violenza, fra uomo e uomo e fra stati e nazioni, è facile scoraggiarsi. *Per questo, per rendere feconda la Speranza, noi del CVS la alimentiamo con le armi dell’amore che ci ha insegnato il beato Novarese: la cura della vita spirituale, la frequentazione assidua dei sacramenti, l’ascolto attento della Parola di Dio e la frequentazione autentica delle persone sofferenti.
Essi ci sono testimoni che la Speranza aumenta quando, nonostante una situazione difficile, con la grazia di Dio ci si rende abili a vivere da figli, nella luce.

“Ti sei affacciata sulla nostra strada, come un giorno sulla via del Calvario, e hai richiamato alle nostre menti le grandi finalità costruttive del dolore vissuto in grazia”. E’ la frase di maggio, suggerita dal Fondatore.

Queste parole del Fondatore sono cariche di una profonda spiritualità mariana e del senso della sofferenza redentiva, evocando la Vergine Maria nel suo ruolo di Mater Dolorosa.
Il richiamo alla “via del Calvario” non è solo un riferimento storico o biblico, ma una chiave di lettura per interpretare il dolore umano sotto una luce diversa: il dolore vissuto in grazia. Maria è presenza che consola. E come lei si fece prossima a Cristo sulla via della Croce, così si fa prossima all’umanità sofferente. Non toglie il dolore, ma lo abita, impedendo che diventi disperazione.
E poi c’è l’idea tanto caro a Mons. Novarese dell’idea che la sofferenza non sia un vicolo cieco o una punizione, ma un materiale edificabile. Se vissuta in grazia, essa diventa uno strumento di purificazione e di offerta. Il dolore, vissuto in questo modo, smette di essere un fatto privato e diventa una forza misteriosa che partecipa alla salvezza del mondo.
Infine, l’idea del Calvario: da luogo di morte a cantiere di vita spirituale. In questa visione, la sofferenza non ha l’ultima parola; l’ultima parola appartiene alla fecondità che quel dolore, se accolto, sa generare.

 

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