Ricorrono i 50 anni dalla scomparsa del Servo di Dio Fausto Gei (1927–1968). Per l’occasione, le Associazioni fondate dal beato Luigi Novarese (1914–1984), i Silenziosi Operai della Croce e il Centro Volontari della Sofferenza di Brescia, hanno organizzato una giornata in sua memoria.
Appuntamento alle ore 16 nella chiesa di Santa Maria della Carità, in via dei Musei a Brescia, per l’incontro sulla figura di Fausto Gei, “seminatore di speranza”. A seguire, alle 17, il parroco del duomo di Brescia, monsignor Alfredo Scaratti, celebrerà la funzione liturgica prefestiva.
Santa Maria della Carità, conosciuta anche come chiesa del Buon Pastore, era la parrocchia di Fausto Gei, in cui andava a pregare, e i Silenziosi Operai della Croce, Associazione di cui Gei faceva parte, si stanno adoperando per far traslare la salma nella chiesa. Si trova però in zona a traffico limitato (ZTL), pertanto si consiglia di parcheggiare l’auto presso l’istituto degli Artigianelli, in via Avogadro n. 23.
Fausto Gei nasce il 24 marzo 1927 a Brescia da Angelo e Maria Della Biasia, a pochi passi dallo splendido complesso monumentale del duomo.
Dopo il Liceo Scientifico “Calini”, si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia. Diventare medico è il suo sogno.
A vent’anni, quando sta portando a termine il secondo anno di studi, è aggredito da una misteriosa malattia. Ne fa lui stesso la diagnosi, confermata poi in Ospedale, e annuncia alla famiglia: “Ho la sclerosi a placche. E’ una malattia letale. Non so quanto durerò”.
Abbandonato dalla scienza medica, si aggrappa alla speranza del miracolo: va a Lourdes ma non guarisce. Di ritorno dal pellegrinaggio, ancora sul treno, a sorella Maria Laura che meravigliata che non fosse guarito gli chiede: “Ma non hai pregato la Madonna per la tua guarigione?”, Fausto risponde: “Ho pregato per chi soffriva più di me. Voglio parlare ai sofferenti. Non sono riuscito ad aiutarli da medico, lo farò da ammalato”.
Nello stesso periodo Gei incontra il Centro Volontari della Sofferenza. La guarigione interiore di Fausto Gei fu totale. Mentre il corpo cedeva sotto i progressi del male e le sofferenze aumentavano giorno dopo giorno, la sua anima fu vista arricchirsi di luce, di serenità e di pace.
Nel 1955 entra nel Centro Volontari della Sofferenza e nel 1960 nei Silenziosi Operai della Croce e fa sua la spiritualità del fondatore, il beato Luigi Novarese 1956: “Credo di aver trovato il segreto della felicità. Nonostante la limitazione fisica che mi affligge, sono sempre sereno perché sono sempre contento di tutto. La mancanza di attività normale (per gli uomini) non mi priva della serenità. Non riesco a vedere nella mia malattia una iniqua punizione, ma solo un mezzo per raggiungere la méta e per attuare i disegni di Dio”.
Fausto Gei morirà a 41 anni, il 27 marzo 1968. E’ in corso la Causa di Beatificazione.