La battaglia contro il Covid-19 non è stata ancora vinta, né tanto meno la guerra che, a detta di chi gestisce la questione, necessiterà ancora di tempo per poter essere risolta in modo definitivo.
Da sempre il mese di settembre è il mese della ripresa, una sorta di inizio dell’anno in cui riprendono le attività lavorative e scolastiche dopo le ferie estive. Ma quest’anno, dopo una pausa relativamente lunga, a settembre sono ripresi anche i bollettini riguardo i contagi da Covid-19, sono riapparsi in TV i volti noti dei virologi, dei primari ospedalieri, dei vari ministri e vice ministri nonché gli spot pubblicitari che invitano a fare donazioni alla Protezione Civile il che è tutto dire. Quasi tutto come 3-4 mesi fa, con le solite scaramucce tra scienziati o presunti tali, le ire dei negazionisti, le paternali non sempre bipartisan di chi invita ancora alla massima prudenza e a porre in atto un idoneo distanziamento sociale per evitare il contagio.
Che ci sarebbe stato un incremento delle infezioni tra settembre e ottobre è un dato ormai assodato e i media ce lo stanno dicendo e facendo capire più o meno esplicitamente da mesi. Resta il fatto che, purtroppo, sono ancora in molti a non rispettare le regole minime dettate per evitare di contagiarsi. Sono pochi ad indossare le mascherine, nei luoghi frequentati dai giovani praticamente nessuno la indossa e le calche sono frequenti.
Con le discoteche hanno risolto chiudendole in pieno agosto dopo averle riaperte non si capisce in base a quale principio logico-sanitario.
Quel che è certo è che attualmente manca un sano senso di responsabilità oltre che di rispetto nei confronti degli altri. Impera un delirio di onnipotenza che fa credere a molti di essere inattaccabili e immuni, che il virus è tutta una messa in scena messa a punto da chi non si sa, che ad ammalarsi sono solo i vecchi e le persone affette patologie croniche già complesse di loro e via discorrendo.
Papa Francesco ebbe a dire il 10 marzo scorso, quando iniziò ufficialmente la pandemia: “La buona volontà sempre unita ad un forte senso di responsabilità e di collaborazione con le apposite autorità competenti, diventa un valore aggiunto di cui il mondo ha estremamente bisogno”. Parole ancora valide in questo momento di ripresa in cui sarebbe veramente assurdo vanificare tutti gli sforzi fatti soprattutto durante il lockdown. Parole alle quali va aggiunta quella di rispetto nei confronti degli altri che non deva mai mancare, soprattutto quando si tratta di temi delicati come quello della salute.

[Felice Di Giandomenico]