“Siamo nella bella festività di Maria SS.ma Vergine Regina, Madre e Regina e la salutiamo Madre del Salvatore, Madre unita nella lotta per la nostra salvezza e associata a colui che tiene in mano le sorti dell’universo. La chiamiamo, la salutiamo “Regina nostra”. Ma non soltanto perché associata, ma perché non ha risparmiato l’anima sua, perché ha partecipato realmente alla nostra liberazione dal giogo che, e ci piace usare un tempo ai passato, sovrastava sopra di noi. E pagando di persona, ha acquistato, unita ai mediatore unico e necessario, i diritti anche sull’anima nostra, di Madre e di Regina. Ma questa lotta che è stata condotta dal Salvatore unito alla madre del genere umano, questa lotta non è soltanto una lotta che segna una forza, una vittoria, ma è essenzialmente una lotta di umanità, di uomo, diciamo la parola più bella e più esatta, una lotta del Verbo Eterno Incarnato per riparare attraverso quella lotta.

L’Immacolata è la creatura formata dalla mente di Dio e che viene a noi in una chiarezza di virtù, tanto che la salutiamo: piena di grazia! Perché tale, fu riconosciuta dall’angelo nel momento dell’annunciazione, perché tale fu fatta da Dio, in opposizione a Eva: la quale invece di essere madre dei viventi, per la sua superbia e disubbidienza è diventata, madre di morte, e superata dal tempo al cui andava incontro e in cui s’inseriva.

Si inseriva nella vita ed era superata dalla vita stessa, la vita reclamava vita, continuità di vita, orizzonti pieni, orizzonti duraturi, maturi di frutti, e che frutti poteva donarci colei, che aveva distrutto il frutto più bello che Dio aveva posto nel cuore dell’uomo: la sua divina Grazia, l’anello con cui l’uomo era congiunto al Padre celeste. La Vergine santa si inserisce nella storia dell’uomo come: “la piena di Grazia “, l’unica creatura che veramente può dirsi “madre dei viventi,” perché madre di membra che si uniscono al Capo die è nostro Signore Gesù Cristo e quindi madre che genera la vita spirituale unitamente all’autore della vita: Dio”.