San Giovanni in Laterano, mater et caput: un messaggio che percorre i secoli.
Il 9 novembre la Chiesa ha ricordato la Dedicazione della basilica, la più antica d’Occidente e cattedrale di Roma. Un anniversario che porta a ricordare gli eventi importanti che la legano in modo fondamentale alla storia del cristianesimo.
“Sacrosanta Chiesa Lateranense, madre e capo di tutte le Chiese di Roma e del mondo”. E’ la traduzione dal latino dell’iscrizione presente sui due lati dell’ingresso della facciata di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. Il suo nome completo è arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei santi Giovanni battista ed evangelista, e sorge nei pressi del monte Celio, a Roma. Un luogo fondamentale per i cristiani fin dai primi secoli. Qui si trova, infatti, la cattedra del Papa ed è la prima delle quattro basiliche papali maggiori e la più antica d’Occidente. La Chiesa ha festeggiato il 9 novembre la sua dedicazione facendo riferimento alla consacrazione compiuta nel 324 (o 318) da papa Silvestro I che la dedicò al Santissimo Salvatore. Nel IX sec., poi, Sergio III la dedicò anche a san Giovanni Battista, mentre nel XII sec. Lucio II aggiunse anche san Giovanni Evangelista. Una festa, dunque, di attestazione di unità con il Papa, che è Vescovo di Roma e Capo della Chiesa universale.
Un luogo importante per il beato Luigi Novarese
Il 17 dicembre 1938, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il diacono Luigi Novarese viene ordinato presbitero da Sua Eccellenza mons. Luigi Traglia, vescovo titolare di Cesarea, che sarà poi il vicegerente di Roma. Ecco avverarsi quanto si poteva già intuire dal sogno fatto a tredici anni, quando alla domanda fatta alla Madonna: “Sarò prete? Ella sorrise, ma non rispose!”. Questo avvenimento straordinario per la sua vita, può condividerlo solo con i suoi amici di Roma; dalla sua diocesi nessuna presenza, al momento dell’ordinazione assenti anche i suoi famigliari. I suoi genitori, dal cielo, godono con lui questo momento, a loro è dedicata la sua prima messa. È molto scrupoloso nell’osservare gli impegni assunti; lo si vede nella lettera che scrive al vescovo nell’approssimarsi dell’anniversario del primo anno di sacerdozio: “Eccellenza rev.ma, avvicinandosi il tempo del mio primo anniversario di vita sacerdotale, sento il bisogno di avvicinarmi a Lei Eccellenza, che è il mio Vescovo per manifestarle dopo Dio, tutta la mia gratitudine e riconoscenza. Ringrazio il Signore e Lei che mi hanno chiamato a salire al Santuario, che mi hanno aperto la porta della casa del Padre e mi hanno costituito in così grande dignità, quale è il sacerdozio.[…]Siccome lo Statuto della diocesi dice che tutti i sacerdoti nei primi tre anni dovranno frequentare un corso di Esercizi spirituali, io desidererei sapere, se al posto dei soliti Esercizi spirituali che si tengono in Collegio di tre giorni a Natale, ne devofrequentareuncorsodicinquegiorniincasadiritirireligiosi.Desiderereisapere se mi bastano gli esercizi del Collegio per soddisfare allo Statuto diocesano e se devo invece fare un corso regolare di esercizi per clero in casa apposita”.


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