Non essere triste

«(…) Fratello, che il nostro Dio, amante degli uomini, non conceda al nemico, odiatore del bene, di seminare in te la sua tristezza e il suo scoraggiamento e condurti così alla disperazione, anche riguardo alle promesse che Iddio benedetto ha fatto a te, amato, per mezzo dello Spirito Santo; apra invece il tuo cuore a comprendere le Scritture, come aprì il cuore di quelli con Cleofa. Come mai Dio, dopo le promesse fatte al santo patriarca Abramo, lo tentava ancora? E det¬to, infatti: e dopo queste parole, Dio tentò Abramo. Quali parole? Intendo quelle della promessa. Questo suo amico – che gli aveva offerto un sacrificio volontario, che non meritava di soffrire alcun male, la fede del quale era stata contata a giustizia —, un tale uomo lo lasciò cadere nella tentazione, per provare lui e per confondere le potenze della tenebra, e perché divenisse esempio ai fedeli che, attra¬verso molte tribolazioni, entreranno nel Regno di Dio, i quali con la loro perseveranza acquistano le loro anime rendendo grazie in ogni cosa. Insieme a questi, ricordati anche del santo Giobbe, il sincero amico di Dio, il vero, irreprensibile e giusto, pio e alieno da ogni azione malvagia, come anch’egli non meritava di soffrire il male, ma Dio lo consegnò ad essere tentato per prova della sua virtù, finché non gli mostrò i suoi nemici ed accusatori, svergognati e incapaci di difendersi dalle sue confutazioni. E per consolidare la tua fede, pensa all’autore e perfezionatore della nostra salvezza, Gesù, Colui che ci ha riscattato dalla maledizione che ci era stata data, come, giunto all’ora della croce, volendo mostrarci la via della sopportazione e del¬la salvezza, diceva: Padre, se è possibile, passi da me questo calice; tut¬tavia non come voglio, ma come vuoi tu (Mt 26,39). E fece questo per noi (…). Poiché egli non permetterà che la tua fatica sia vana. Ma ti lascia sopportare un poco di fatica, perché – vedendo in quel giorno i santi che portano i frutti della sopportazione delle tribolazioni, e se ne vantano – tu non ti trovi escluso dall’avere parte con loro, ma sia invece compartecipe dei santi e di Gesù, con piena fiducia di fronte a lui, insieme a loro. Dunque, non essere triste, perché Dio non si è dimenticato di te, ma anzi ha cura di te come un figlio legittimo e non come di un bastardo Tu puoi stare sicuro se fai fermamente attenzione a non sfuggire al timore di Dio e al rendimento di grazie. Tu sei beato, se veramente sei divenuto straniero e povero. Perchè tali sono gli eredi del Regno di Dio (…)».

(Barsanufio – da Epistolario)

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