De Natura Hominis

«Il Verbo divino non soffre alcuna alterazione della sua associazione con il corpo e l’anima. Facendoli condividere la sua divinità, non subisce la partecipazione alla loro infermità (debolezza). E uno con essi, e tuttavia persevera nello stato in cui si trovava prima di entrare in questa unione. Questo modo di mescolanza o di unione è qual¬che cosa di assolutamente nuovo. Il Verbo si mescola al corpo e all’anima, e tuttavia rimane completamente senza miscuglio, inconfondibile, incorrotto, immutato. Non condivide la loro passività (sofferenza), ma solo la loro attività; non perisce con loro, non cambia come loro, ma contribuisce da una parte al loro sviluppo, e dall’altra non subisce alcuna degradazione al loro contatto. Rimane per¬ciò immutabile e non confuso, giacché non partecipa assolutamente a nessuna specie di alterazione»

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