De Natura Hominis

Quando, alla fine dei secoli, il Verbo nacque da Maria per distruggere il peccato (cf. Gal 4, 4), allora si disse che egli aveva preso la carne e si era fatto uomo. E in questa carne egli soffrì per noi, come disse Pietro: Cristo soffrì per noi nella carne (1 Pt4, 1), affinché fosse chiaro e tutti credessi¬mo che egli, che era Dio da sempre e santificava coloro presso i quali veniva e disponeva ogni cosa secondo la volontà del Padre, in seguito si fece uomo per noi, e, come dice l’Apostolo, la divinità abitò corporalmente nella carne. E come se dicesse: “Colui che era Dio ebbe il suo proprio corpo, e servendosene come di uno strumento, si fece uomo per noi”. E così ciò che appartiene a questa carne viene attri¬buito a lui, perché egli era in essa; così la fame, la sete, la sofferenza, la fatica e altre cose simili, che appartengono alla carne. Invece le opere proprie del Verbo, come risuscitare i morti, restituire la vista ai ciechi, guarire l’e¬morroissa, egli le compiva per mezzo del suo corpo» […]. «Quindi il Verbo portava le infermità della sua carne, perché la carne era sua. E a sua volta la carne serviva co¬me strumento alle opere della divinità, perché la divinità era nella carne, e la carne era il corpo di Dio. Ha detto bene il profeta: Egli ha portato c non già ha guarito le nostre infermità (cf. Is 53, 4; Mt 8, 17); affinché non sem¬brasse che egli fosse fuori del corpo e non facesse che guarire, come aveva sempre fatto, lasciando ancora gli uomini soggetti alia morte. Ma invece egli porta le nostre infermità e prende su di sé i nostri peccati, per dimostra¬re che si è fatto uomo per noi, e che il corpo, che in lui portava i nostri peccati, era proprio il suo. A lui non nocque il portare i nostri peccati sulla croce per mezzo del suo corpo, come disse Pietro; ma noi uomini siamo stati riscattati dalle nostre passioni e riempiti della giustizia del Verbo (1 Pt 2, 24)» […]. «Perciò, quando la carne soffriva, il Verbo non era fuori di essa. Per questo si attribuisce a lui la sofferenza; e quan¬do compiva divinamente le opere del Padre, la carne non era fuori di lui; il Signore compiva queste opere nel suo corpo (…)».

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