Il testo del Fondatore invita a riverenza di fronte alla perfezione della Madonna, ma anche a un superamento dello smarrimento iniziale grazie alla consapevolezza del legame di filiazione che ci unisce a lei.

L’espressione “abbagliati da tanto splendore” richiama l’idea della luce divina che brilla in Maria. Essendo stata preservata dal peccato originale sin dal primo istante della sua concezione, ella rappresenta il capolavoro della grazia di Dio, un’immagine limpida di ciò che l’umanità avrebbe dovuto essere. Ma lei non è una creatura inavvicinabile. Colei che risplende di tanta gloria è, per un mistero di amore divino, la nostra Madre.

Il riferimento all’essere “piena di grazia al punto di essere immune dalla colpa di origine” ci ricorda che la grandezza di Maria non è frutto di meriti umani autonomi, ma del primato della grazia di Dio. Proprio perché lei è la “piena di grazia”, quel traboccare di amore divino è destinato, attraverso di Lei, a raggiungere anche noi, suoi figli per adozione.