Solennità di tutti i Santi

 

Il 1 novembre 1950, il Beato Luigi Novarese fonda l’Associazione dei Silenziosi Operai della Croce. In occasione della solennità di tutti i Santi, riportiamo una passo significativo tratto dall’omelia del Beato Luigi Novarese del 1° novembre 1978

“Noi abbiamo il nostro cuore dove ci sono i nostri cari, i quali, per elezione di Dio, per sua somma misericordia, godono oggi la gioia dei beati e perciò siamo lieti quest’oggi di ricordarli tutti. I nostri santi delle famiglie, santi nascosti, umili, ma che sono arrivati a conoscere il Cristo, “hanno conosciuto me” ed allora sono cresciute queste anime nella vita della fede e nella vita della carità. Queste anime non sono più con noi, sono in Cielo e perciò i nostri cuori oggi gioiscono, in modo molto ridotto, però gioiscono della loro gioia somma, perché in Dio vedono Dio, vivono di Dio, eternamente godono senza più alcun timore di perdere quanto hanno conseguito.
[…] In questa solennità vorrei porre l’attenzione sul fatto che siamo stati chiamati a continuare nella nostra persona la passione di Nostro Signore Gesù Cristo e proclamarla attorno a noi perché questa passione sia realmente attuata da tutti, però in una metodologia ben precisa ed è nell’itinerario che si è proposto il Verbo Eterno.
Come punto di partenza: l’Immacolata. L’abbandono in Maria SS.ma come termine di paragone, di uguaglianza, punto di partenza come considerazione, ma punto di arrivo come pratica, come il Suo Divin Figlio. Ed allora subito voi pensate con la mente l’Eterno Padre, colui che crea il cielo e la terra e che pensa anche di creare la donna vincitrice del demonio, la donna che coopera nel piano della salvezza, la donna che sarà Colei che farà per prima sperimentare al suo Divin Figlio l’ubbidienza e l’umiltà di cui diventerà poi provetto durante la sua passione e così testimonierà la strada che noi dovremo percorrere per poter dire: sono nella matrice della passione di Nostro Signor Gesù Cristo. Ed allora vediamo Maria SS.ma come punto scelto da Dio, intravisto, realizzato nell’abbandono del Verbo Eterno nel seno dell’Immacolata dal momento in cui la Vergine Santa ha detto il suo sì. Non solo, ma noi ci siamo fermati nella considerazione della sua posizione di elezione e della posizione realmente chiave nel piano della redenzione ed abbiamo ancora considerato l’Immacolata nel suo piano di esercizio di lavoro verso i suoi figli che tutti, non soltanto noi, tutti devono essere impegnati nel portare la croce con Cristo.
Per cui, come fu vicina al Cristo sofferente sul calvario, così proprio per missione sua particolare materna, deve essere vicina a coloro che con Cristo portano la propria croce. L’abbiamo intravista, ci è piaciuta, siamo stati sollecitati dalla grazia. È lei che ci ha guardati per prima, perché non siamo noi che abbiamo chiamato lei e abbiamo scelto lei. Ci ha guardati, ha sollecitato per noi una grazia particolare, perché è lo Spirito Santo che in forma indiscriminata chiama le persone al suo servizio ed allora ha parlato di noi con il suo eterno Sposo d’amore e quindi ha sollecitato per noi la nostra vocazione.
Ed allora vedete che lo Spirito Santo, che ha preparato il cuore di Maria SS.ma e l’ha fatto veramente tempio bello e adatto, dimora adatta sua per ricevere il Figlio di Dio, ha preparato anche l’animo nostro perché a nostra volta potessimo rispondere al suo invito e, tramite lei, diventassimo templi di Dio sempre più adorni, sempre più belli, sempre più fecondi sotto l’azione ispiratrice e direttrice che lui svolge nella tenda interiore di noi stessi.
Abbandoniamoci dunque totalmente, con tuta la nostra personalità, anima, corpo, spiritualità, tutto il nostro essere, poco o tanto, poniamo non nelle mani, ma in Maria SS.ma, in Lei. Ci ha concepiti con un atto di volontà ed allora ci accoglie con un atto di volontà. Come noi le andiamo incontro con un atto preciso di volontà per essere realmente sepolti nel cuore dell’Immacolata, così lei, con un atto preciso di volontà, ci accetta totalmente come siamo, a scatola chiusa.
Siamo ricchi? Non parlo di ricchezze materiali, siamo ricchi di meriti? Siamo poveri? Abbiamo difetti, abbiamo virtù? Abbiamo tare ereditarie? Siamo incostanti? Siamo lì, siamo tutto noi stessi e quel tutto che siamo lo mettiamo nel Cuore dell’Immacolata. “Pensaci tu”. Siamo terreno fertile che produce facilmente? Siamo terreno spinoso? Siamo terreno che con difficoltà potrà produrre qualcosa? Se la veda lei. Ma non è un atto inconsulto che noi facciamo, è un atto infinitamente saggio, perché sapendo tutta la nostra nullità, noi impegniamo colei che tutto può sul cuore di Dio, la impegniamo perché metta dove manca quel che è necessario”.

Pubblicato il 31 ottobre 2014

 

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