Dieci anni di terapia occupazionale a Moncrivello

 

Un Convegno al Santuario del Trompone per inaugurare l’Anno Accademico.


«Siamo felici di festeggiare questi dieci anni che hanno permesso a tanti ragazzi di diventare professionisti della cura e di trovare lavoro», ha esordito la dottoressa Renata Spalek, direttrice del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma, nel presentare il Convegno Accademico che si è svolto il 14 ottobre al Santuario del Trompone di Moncrivello, Vercelli.
Il corso, attivo dal 2005 presso la Casa di cura “Mons. Luigi Novarese” di Moncrivello, dura tre anni e si articola in sei semestri con lezioni frontali e tirocini.
Prima dell’incontro, l’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo, nell’omelia tenuta durante la messa nel Santuario del Trompone, si è rivolto direttamente agli studenti: «Sapete per quanti anni Gesù ha fatto scuola ai suoi discepoli? Per tre anni. E proprio tre anni è la durata del vostro corso di laurea. Nell’arco di questo tempo Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a prendersi cura degli altri. Anche voi vi occuperete degli altri, dei vostri malati. Seguite Gesù nel realizzare nello studio, nel lavoro, nell’aiuto alle persone che soffrono, la vostra piena umanità».
Nel ringraziare l’arcivescovo per la partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico, don Giovan Giuseppe Torre, dei Silenziosi Operai della Croce, ha ricordato la figura del loro fondatore, il beato Luigi Novarese. «E’ a lui, l’apostolo degli ammalati, che dobbiamo la realizzazione di questo corso di laurea in Terapia occupazionale. Ricordate, cari ragazzi, che al centro della Chiesa e dell’opera del nostro fondatore c’è il Cuore di Gesù. E che voi sarete questo cuore quando verrete in aiuto alle persone sofferenti».
Dopo la messa si è svolta nell’aula magna la lezione magistrale sul tema: “La spiritualità come risorsa personale e sociale dell’uomo nella società contemporanea”, tenuta da Janusz Surzykiewicz, professore ordinario di Teologia Pastorale e Psicologia dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt in Germania e professore di Psicopedagogia all’Università “Cardinal Stefan Wyszyński” di Varsavia in Polonia.
A introdurre l’oratore sono intervenuti il dottor Claudio Lazzarone, primario nella Casa di Cura intitolata al beato Novarese, il professor Francesco Landi presidente del corso di laurea in rappresentanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e la dottoressa Renata Spalek. «Nel 2003, in Piemonte, i servizi attivi di Terapia occupazionale erano tre. Oggi sono diventati quarantasette. Proseguiamo nel nostro impegno – ha aggiunto Spalek – insegnando ai futuri laureati a curare i malati con la scienza e con il cuore».
Il moderatore generale dei Silenziosi Operai della Croce, don Janusz Malski, ha dato quindi la parola al professor Surzykiewicz. «La scienza medica ha cominciato a capire quanto sia importante curare i pazienti non solo nel corpo, ma anche tenendo conto della loro dimensione spirituale. Fede e salute possono stare insieme. E questo tema – ha aggiunto il professore – è sempre più presente sulle riviste scientifiche, nei convegni e anima oggi il dibattito sull’umanizzazione della medicina».

Pubblicato il 15 ottobre 2015

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

 
5xmille