La testimonianza di chi soffre è dirompente

 

«Oggi il nostro Padre Luigi è sicuramente rivolto con il suo sguardo verso di noi e ci guarda con compiacenza». Così il cardinal Paolo Romeo ha introdotto la celebrazione liturgica, il 12 maggio scorso, in Santa Maria del Suffragio, a Roma, per festeggiare i tre anni dalla beatificazione di monsignor Luigi Novarese.

«Siamo qui a ricordare ancora una volta che la Chiesa lo ha proclamato beato e lo ha mostrato come modello di vita e di santità. Attraverso la sua testimonianza, Monsignore ci chiama ad essere generosi con il Signore e a seguirlo con dedizione, lasciandoci tramutare in strumenti di Dio per operare il mistero della salvezza».
«Due famiglie sono qui riunite oggi – ha detto don Janusz Malski, Moderatore generale SOdC – rivolto ai presenti. Quella del Collegio Capranica da un lato dove Monsignore studiò, e la famiglia del beato Luigi Novarese. L’amore sgorgato dal cuore sacerdotale del nostro Padre fondatore per la Chiesa si è fatto vivo verso i sacerdoti e gli ammalati che sono diventati soggetto attivo nell’apostolato del CVS sparso oggi non solo in Europa, ma anche negli altri continenti».
Al termine della funzione don Malski ha ringraziato i presenti, in modo particolare il rettore del Capranica, mons. Ermenegildo Manicardi, il nuovo rettore della chiesa di Santa Maria del Suffragio, mons. Bruno Pirolli e mons. Franco Croci, sempre vicino all’opera del beato. Malski ha infine concluso con un invito: «Speriamo di incontrarci di nuovo qui tutti insieme nella festa liturgica prevista per il 20 luglio, giorno in cui il beato Novarese è nato al Cielo».

Pubblicato il 13 maggio 2016

 

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