Tesi di laurea alla Casa di cura “Mons. Luigi Novarese”

 

“Da oggi siete laureati in Terapia Occupazionale”. Con queste parole, il professor Francesco Landi, presidente del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale che fa capo all’Università Cattolica del Policlinico Gemelli di Roma, si è rivolto ai 13 studenti che il 10 novembre hanno discusso le tesi presso la Casa di cura “Mons. Luigi Novarese” di Moncrivello, Vercelli.
I laureandi hanno svolto il giorno precedente la prova pratica abilitante alla professione, mentre il 10 novembre, alle ore 11, si sono ritrovati nell’Aula Magna situata nel Complesso del Trompone per discutere le tesi. A giudicarli è stata una commissione presieduta dal professor Francesco Landi, dalla dottoressa Renata Spalek, direttrice del Corso di Laurea e composta da altri cinque docenti tra cui Piercarlo Battain, vicepresidente della Società tecnico scientifica italiana di Terapia occupazionale (SITO). Presenti alla giornata, il Rappresentante del Ministero della Salute Danila Doddi, Michele Senatore, presidente dell’AITO, l’Associazione Italiana Terapia Occupazionale e Gabriella Casu, sempre dell’AITO.
Ecco i nomi dei 13 laureati: Pierpaolo Andorno, Marta Arduino, Marco Calabrese, Elisa Caldaro, Silvia Facchin, Cora Favero, Federica Giordano, Alice Labate, Martina Gabriele, Federica Martinetto, Matteo Romagnolo, Alberto Stomboli, Luca Torasso. Vagli gli argomenti delle tesi: chi ha parlato dello studio delle tecniche e degli ausili riabilitativi tiflotecnici nella riabilitazione del paziente cieco o ipovedente, chi della metodologia di utilizzo e dei benefici della stanza multisensoriale in Terapia Occupazionale. C’è stato anche spazio per una discussione su medicina e spiritualità a confronto.
Il corso universitario ha durata triennale e si articola in sei semestri con lezioni frontali e tirocini.
“I ragazzi che hanno conseguito il diploma di Laurea – ha spiegato la direttrice del corso Renata Spalek – svolgeranno la loro professione all’interno di strutture sanitarie, socio-sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale e lavoreranno nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici e psichici, sia con disabilità temporanee che permanenti, utilizzando attività espressive, manuali – rappresentative e ludiche della vita quotidiana”.

Pubblicato il 15 novembre 2016

 

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