Momenti celebrativi

 

Sabato 28 gennaio, presso la parrocchia di Cigole (BS), paese natale del Servo di Dio Angiolino Bonetta, si è svolta la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo emerito Vigilio Mario Olmi, a cui hanno partecipato oltre al vecchio parroco della comunità cigolese, anche don Pietro Bonfadini, postulatore della Causa di Beatificazione del Servo di Dio, i familiari di Angiolino e gli aderenti al Centro Volontari della Sofferenza della diocesi di Brescia.
Durante l’omelia, il vescovo si è soffermato sulle virtù del giovane ragazzo che, attraverso la propria sofferenza, si è trasformato in apostolo degli ammalati. Angiolino a soli 15 anni, fu accolto nei Silenziosi Operai della Croce dal beato Luigi Novarese e tra loro svolse il suo apostolato a favore dei sofferenti, offrendo sempre con serenità e gioia il suo dolore.
Un altro importante momento celebrativo per la nostra Associazione si è tenuto dal 13 al 15 gennaio, presso la Cattedrale di Terni: un triduo per ricordare la figura del Venerabile Giunio Tinarelli, Silenzioso Operaio della Croce, a cui hanno partecipato il vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontesi e Sua Eminenza il card. Gualtiero Bassetti, vescovo di Perugia, che ha offerto una catechesi sulla vita di Giunio.
“Giunio Tinarelli, ha detto il cardinale, ha lasciato a tutti noi l’esempio per trasformare una devastante malattia in occasione di redenzione e di riscatto; per trasformare un letto di dolore in una cattedra dalla quale si insegna una verità profonda e scomoda, specie ai nostri giorni: il dolore umilia la persona umana solo se vissuto nella disperazione, mentre si trasforma in occasione di forte testimonianza di fede e di coraggio, se affrontato per amore di Dio e dei fratelli”. Alla commemorazione di Giunio è intervenuta anche sorella Angela Petitti, Presidente della Confederazione Internazionale CVS, condividendo una riflessione sull’esperienza di Giunio alla luce di alcuni passaggi dell’Evangelium Gaudium. Sorella Angela ha messo in particolare luce il cammino di maturazione umana e spirituale di Giunio. Egli si è esercitato nella fede e nella resilienza (capacità che si impara e che ci permettere di resistere agli urti della vita senza soccombere), scegliendo sempre la via del dono di sé.

Pubblicato il 31 gennaio 2017

 

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