L’11 febbraio, Giornata mondiale del malato e memoria della Beata Vergine di Lourdes, nel santuario mariano più famoso al mondo, a fare le veci di papa Francesco c’era il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin.
Durante la messa, il porporato ha parlato ai numerosi malati e fedeli che affollavano il santuario: «Dio non ci chiede di essere dei “super eroi”. Non chiede neanche di negare che stiamo vivendo delle difficoltà. Dio ci chiede di dargli credito e di fidarci di lui».
Parolin ha esortato i presenti a non avere paura, perché Gesù «si fa vicino, non ci dimentica; noi siamo importanti per lui; noi siamo coloro con i quali egli vuole condividere la sua stessa vita».
I malati non devono essere sopraffatti dai timori nelle debolezze della sofferenza, ma guardare all’Immacolata che con il suo «eccomi» ha avuto un ruolo insostituibile nella storia della salvezza e della Chiesa. Questo “eccomi” «prende forma nel mezzo di molteplici esperienze problematiche»: Maria, ha annotato il cardinale, «è chiamata a lasciare tutto per fare le esperienze della povertà e dell’esclusione che la storia riserva a quanti, in un modo o nell’altro e per i motivi più svariati, si sono persi».
«Non è questa la stessa esperienza che abbiamo fatto al momento della malattia, della sofferenza, della fragilità, della morte? Vivendo questi momenti non ci si ritrova improvvisamente spogliati, privati delle abitudini quotidiane? Quanti si sono sentiti in uno stato di povertà radicale, abitato più dal buio che dalla luce? Quanti hanno avvertito improvvisamente di essere diventati un peso per se stessi e per gli altri? Quanti si sono sentiti o sono stati trasformati in oggetti, numeri, protocolli?».
«Se oggi, qui e ora, la madre Immacolata ci spinge ad accogliere, a desiderare, a cercare e a costruire il dialogo dell’“eccomi”, il dialogo che rende credenti, ella lo fa non come una privilegiata ma come una povera, che sa bene cosa vuol dire tutto ciò che ruota attorno al tempo della sofferenza e della fragilità perché lo ha vissuto prima», ha detto il segretario di Stato vaticano.
La sera prima, Parolin aveva accompagnato i pellegrini durante la tradizionale processione con le fiaccole al Santuario mariano, portando il saluto di Papa Francesco a tutti i presenti e ricordando che «la fragilità non annulla mai l’altissima e intrinseca dignità di ciascun essere umano». «La dignità umana è qualcosa che nessuno può cancellare o compromettere».