Amiamo come Dio!

 

“Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, non rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa”. Con l’esortazione di chiusura dell’Amoris Laetitia, sua Eccellenza monsignor Verucchi ha dato inizio alla riflessione che si è svolta domenica 12 marzo nel salone della parrocchia Santa Maria del Torrione (Ravenna), dove alcuni appartenenti del Centro Volontari della Sofferenza, provenienti da varie diocesi dell’Emilia Romagna, si sono incontrati per la seconda Giornata formativa.
Dell’Esortazione post sinodale di papa Francesco il vescovo emerito ha scelto l’ultimo capitolo, riguardante la spiritualità coniugale e famigliare, adatto ad ogni stato e condizione di vita, in quanto si sofferma sulla sorgente dell’amore, il cuore di Dio. Come dice san Giovanni nella sua lettera, noi Dio non l’abbiamo mai visto, ma si è rivelato attraverso Gesù, il figlio incarnato. Attraverso Lui abbiamo visto il volto di Dio, le sue azioni e sappiamo che è amore, comunione, tenerezza e benevolenza. Come la mamma ama il proprio figlio, così Dio ci circonda di un amore che ci fa crescere, maturare e che sempre costruisce.
Da questa sorgente scaturisce la spiritualità familiare, nel dono di sé per il bene dell’altro, che conduce contemporaneamente alla realizzazione piena dell’uomo e della donna. Il mondo afferma il contrario, che l’individuo deve puntare al suo successo, ad una perfetta forma fisica, a rispondere alle proprie inclinazioni, Dio risponde che è nell’amore, nel dono di sé per il bene dell’altro, che sta la piena realizzazione della donna e dell’uomo. Questo obiettivo, molto alto, si può raggiungere però solo se uniti al cuore di Dio, alimentati dalla preghiera e attraverso i sacramenti, altrimenti l’Amore che scaturisce da Lui non “passa” e non ci illumina sul da farsi, in particolare quando il cammino è duro e faticoso.
In un salone gremito, gli interventi dei presenti a seguire, hanno messo in luce le storie di fatica e di grazia di tante famiglie che sono segnate da dolore e malattia e che trovano la forza di risorgere ogni giorno e amare grazie allo Spirito che indica strade nuove e dona una Speranza che non delude. La traccia che ha sostenuto il cammino di molti è la spiritualità del beato Novarese che sulle orme del Vangelo, di Cristo morto in croce e risorto, restituisce senso all’esperienza del dolore e alla fatica anche in famiglia.
Le parole del vescovo Verucchi, calde e incoraggianti, ci ricordano che ciascuno di noi nel proprio cammino ha incontrato chi gli ha donato amore, lo ha spinto a crescere e a superare gli ostacoli, magari non sempre ascoltato e compreso. Grati di tutto ciò superiamo le nostre tristezze e pessimismi e contagiamo con il suo Amore chi ci sta accanto! (Lucia Ianett)

Pubblicato il 20 marzo 2017

 

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