Durante il suo viaggio apostolico in Colombia papa Francesco ha visitato la casa famiglia San José, che accoglie bambini maltrattati, vittime innocenti della cattiveria altrui. Bambini sofferenti, provati dalla vita a cui tuttavia papa Francesco ha voluto offrire parole piene di speranza certa. Ha detto il Papa: “Anche Gesù Bambino è stato vittima dell’odio e della persecuzione; anche lui ha dovuto scappare con la sua famiglia, lasciare la sua terra e la sua casa, per sfuggire alla morte. Veder soffrire i bambini fa male all’anima perché i bambini sono i prediletti di Gesù. Non possiamo accettare che siano maltrattati, che siano privati del diritto di vivere la loro infanzia con serenità e gioia, che si neghi loro un futuro di speranza. (…) Questa casa è una prova dell’amore che Gesù ha per voi e del suo desiderio di starvi molto vicino. Lo fa attraverso la cura amorevole di tutte le persone buone che vi accompagnano, che vi vogliono bene e vi educano. Penso ai responsabili di questa casa, alle suore, al personale e a tante altre persone che ormai fanno parte della vostra famiglia perché siete integrati con loro, vi conoscono. Perché è questo che fa sì che questo luogo sia una casa: il calore di una famiglia dove ci sentiamo amati, protetti, accettati, curati e accompagnati”.
Sosteniamo con la preghiera papa Francesco affinché la violenza e la prevaricazione – soprattutto rivolte alle persone più deboli e indifese – possano lasciar spazio a quella cultura dell’accoglienza e della solidarietà che, in un mondo come quello contemporaneo risultano essere gli ingredienti basilari non solo del vivere civile ma del benessere dell’umanità intera.