Le stampelle di Monsignore da don Bosco

 

Da ieri, 26 settembre, nella basilica Maria Ausiliatrice di Torino, cuore dei salesiani di San Giovanni Bosco, nella cappella del Sacro Cuore, a sinistra dell’Altar Maggiore, sono esposte le stampelle del nostro Padre fondatore.

E’ la seconda tappa della “Staffetta della Speranza” che vedrà la reliquia di Monsignore attraversare nei prossimi mesi tutte le diocesi del Piemonte. L’incontro è avvenuto ieri, durante la messa delle 17 all’Ausiliatrice. Un’ottantina i presenti, molti dei quali del CVS di Torino. A prendere la parola, all’inizio della funzione, Mauro Anselmo, biografo di Monsignore, che ha sottolineato l’importanza dell’evento. «Potremmo dire – ha esordito – che la straordinaria avventura umana e spirituale di Novarese abbia avuto il suo inizio, anzi, il battesimo ufficiale proprio qui, nella basilica di don Bosco e dei salesiani. Aprile 1930: tutto in questo luogo sembra rimasto come allora. In uno dei confessionali svolgeva la sua missione sacerdotale don Filippo Rinaldi, rettore maggiore dei salesiani e terzo successore di don Bosco, che non immaginava, quel giorno, di trovare sulla sua scrivania la lettera commovente di un giovane di Casale Monferrato:  mi chiamo Luigi Novarese, sono malato di tubercolosi alle ossa…».

Anselmo ha raccontato l’episodio, la novena, la guarigione di Luigi avvenuta l’anno successivo per grazia divina, le stampelle che furono esposte a partire dal 1931 a una parete della basilica del Sacro Cuore di Gesù a Casale – dove lui e la mamma, Teresa Sassone, andavano a pregare – per poi essere trasferite alla Casa di Re.  «Oggi, in quella stessa chiesa salesiana, sulla stessa parete, c’è il ritratto del beato Filippo Rinaldi e, accanto a quel ritratto, possiamo ammirare anche l’immagine del beato Novarese».

E ha infine concluso: «Grazie alla guarigione avvenuta per grazia divina Novarese è diventato “l’apostolo dei malati”. Il sacerdote che ha rinnovato la pastorale della salute, che ha reso consapevoli gli infermi di essere apostoli del Signore, soggetti attivi nella Chiesa ed evangelizzatori del mondo. Le stampelle ci raccontano la vita straordinaria del beato. Ma sono anche la testimonianza che il Signore esiste, si occupa del mondo e interviene nella Storia degli uomini donandoci sacerdoti santi come don Bosco e il beato Novarese». Durante la Celebrazione eucaristica, don Cristian Besso, rettore della basilica, ha citato più volte Monsignore e a termine della funzione, Giovannina Vescio, responsabile del CVS Piemonte, ha ringraziato don Besso e i salesiani a nome del CVS.

Pubblicato il 27 settembre 2017

 

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