Capodanno “d’ascolto” a Re

 

“Quante volte abbiamo ascoltato la Parola di Dio?”. “Moltissime!”, risponderemmo senza esitazione. Saremmo più in difficoltà di fronte alla domanda: “Siamo davvero capaci a coglierne il messaggio con cuore e mente aperti?” oppure “Riusciamo poi a metterla in pratica nelle nostre vite con efficacia?”. Certo in molte occasioni ci siamo “preparati” all’ascolto, magari in particolari periodi come l’Avvento o la Quaresima.
E’ importante ma spesso non basta. Occorre anche un'”educazione” all’ascolto. E’ un arte con le sue regole e richiede pratica e costanza quotidiana.

Chi ascolta risponde Sì!

Questo è stato il tema centrale del Capodanno a Re per oltre 140 persone, tra disabili, ammalati e loro familiari e amici.
Sorella Roberta Guastamacchia, con l’ausilio delle autorevoli testimonianze di papa Francesco e del nostro beato Luigi Novarese ha trasformato per un giorno il gruppo in una “scuola” per studenti di ogni età, con tanto di suggerimenti, esempi, esercitazioni individuali e riflessione comune con l’obiettivo di aiutarci a conoscere meglio noi stessi, gli altri e soprattutto Dio.
Ognuno si è trovato a riflettere e a rispondere “Quali sono gli ostacoli maggiori all’ascolto che incontro nella mia vita”? Successivamente: “Quali propositi ci facciamo per il nuovo anno per rimuoverli?”. Dalla condivisione è emerso che per i più i troppi impegni ed il poco tempo sono l’ostacolo maggiore. Seguito dall’indifferenza verso gli altri e dal rumore dentro ed intorno a noi (ci vengono subito in mente i telefoni cellulari…). Per rimediare ognuno si è impegnato a rivedere qualcosa nella propria vita. In particolare a riorganizzare la propria giornata per trovare più tempo per ascoltare. Ma anche ad avere più pazienza verso l’altro e a fare più silenzio (per ascoltare il proprio sé).
Il primo momento per mettere in pratica quanto appreso è giunto dopo poche ore: nell’Adorazione Eucaristica, nell’attesa del nuovo anno.
“Chi ascolta la mia parola… ha la vita eterna”… “Nel giorno in cui ti ho invocato… mi hai risposto”, promettono le Sacre Scritture. Le abbiamo intese con un orecchio diverso e con una consapevolezza nuova. E abbiamo riempito di significato le pause ed i silenzi di quei momenti speciali.

ASCOLTO …. COMPRENSIONE … manca ancora un passaggio.

Ce lo ha ricordato don Luigi Garosio nell’omelia della messa del primo giorno dell’anno, dedicato alla Santissima Madre di Dio: l’ultimo ulteriore passo è testimoniare la nostra fede. Sta scritto: “Siate esecutori della parola e non ascoltatori soltanto”.
La nostra è una fede attiva, a cui tutti siamo chiamati a rispondere insieme: “Sì”, proprio sull’esempio di Maria.

Di Massimo Bucciol

Pubblicato il 3 gennaio 2018

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

 
5xmille