Tromponiadi con l’atleta paralimpica Veronica Biglia

 

Un centinaio di ragazzi hanno preso parte alle «Tromponiadi: vinci la vita con il gioco di squadra», la manifestazione organizzata dai Silenziosi Operai della Croce che hanno unito per il terzo anno consecutivo, presso il Santuario del Trompone di Moncrivello (Vercelli), giovani disabili e non, in una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà.

Ospite d’eccezione: l’atleta paralimpica Veronica Biglia, di Gabiano (AL) che ha incontrato i ragazzi provenienti da Aosta, Casale Monferrato e i paesi limitrofi. Trent’anni ad agosto, un bronzo vinto l’anno scorso ai campionati del mondo nei 200 metri svoltisi in Ungheria, un argento in Germania e 13 volte campionessa italiana. La sua specialità? La canoa polinesiana.
Vestita con la maglia della nazionale azzurra, Veronica è stata accompagnata dalla mamma e dalla figlia di cinque anni, Emily.
«La disabilità mi ha dato un bagaglio in più e, lo dico sinceramente, mi preferisco di più adesso, di prima». Una consapevolezza raggiunta con il tempo, maturata dopo momenti molto difficili. Veronica infatti è finita sulla carrozzella in seguito a una grave complicazione sopraggiunta durante il parto.
«Quanti allenamenti fai al giorno?», «Quanto mangi?», «Ma non cadi in acqua?», «Perché la canoa e non un altro sport?»: sono state tantissime le domande da parte dei ragazzi che per un’ora si sono improvvisati reporter, molto attenti a non perdere neanche una parola della campionessa. E lei, Veronica, sempre con il sorriso, ha risposto a tutti. «Solitamente faccio tre allenamenti al giorno, mi preparo sul lago di Candia Canavese. Dovete sapere che sono un po’ pazza, perché non so nuotare». Eppure, la passione per la canoa è grandissima. Dopo aver provato tanti sport, come il tennis e il tiro con l’arco, si innamora della canoa. « In barca mi sento libera, la mia disabilità sparisce ».
Terminato l’incontro, i ragazzi presenti si sono fatti autografare la maglietta delle Tromponiadi dalla campionessa, mentre a seguire don Alberto Carlevato, parroco di Tonengo, Mazzè e Villareggia ha celebrato la funzione liturgica. Prima però, spazio alla riflessione con sorella Concetta Guarini, della comunità dei Silenziosi Operai della Croce, che ha introdotto la reliquia delle stampelle del beato Luigi Novarese e la Staffetta della speranza, l’iniziativa che ha portato durante l’anno le stampelle su cui si sorreggeva il giovane Luigi negli anni della malattia, in giro per le diocesi piemontesi e presenti in questi giorni presso il Santuario del Trompone.
Nel pomeriggio, si sono svolte le «Tromponiadi» con l’arrivo della fiaccola e l’accensione del «braciere olimpico». A seguire si è tenuta l’esibizione del gruppo twirling di Cigliano, disciplina che unisce ginnastica e danza con l’uso del bastone, (un esempio è quello delle majorette) e infine le premiazioni per tutti gli sportivi che hanno preso parte all’iniziativa.

Pubblicato il 28 giugno 2018

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

 
5xmille