Chiusa la XXII Settimana Biblica a Caserta

 

Si è conclusa la XXII edizione della Settimana Biblica Nazionale a Caserta (2-6 luglio 2018) che ha visto la partecipazione di oltre 200 convegnisti, provenienti non solo dal territorio provinciale, ma da diverse diocesi della Campania e da altre regioni italiane. I lavori, preannunciati anche sulla nostra rivista L’Ancora di maggio 2018, hanno avuto come tema l’analisi letteraria e teologica della Lettera di Giacomo, della Prima e della Seconda Lettera di Pietro. Si tratta di tre libri neotestamentari della terza generazione cristiana (scritti successivamente al 70 d.C.) che fotografano lo sviluppo del movimento cristiano nella variegata società dell’impero romano del tempo. Con profondità e ricchezza esegetica i due relatori, il prof. sac. Santi Grasso (Facoltà del Triveneto – Udine) e il prof. sac. Giuseppe De Virgilio (Pontificia Università della Santa Croce – Roma) hanno posto in evidenza le peculiarità delle tre lettere e la loro attualità ecclesiale.

La lettera di Giacomo rielabora la grande ricchezza sapienziale dell’insegnamento di Gesù e ne declina le responsabilità sociali e morali. Emerge dall’analisi del testo giacobeo l’intento di sostenere il cammino delle comunità ecclesiali che vivono la prova e sono tentate dallo scoraggiamento. Giacomo sottolinea il valore positivo della prova e ricorda ai credenti che ogni trasformazione sociale e spirituale passa attraverso il coraggio della lotta e la forza della testimonianza, così come è avvenuto nella vita di Gesù di Nazaret. Fissando lo sguardo sul messaggio di felicità del Vangelo («le beatitudini»), ogni credente è chiamato ad assumersi la propria responsabilità nella storia. Il fondamento cristologico della riflessione di Giacomo è strettamente collegato all’impegno etico: la fede è morta senza la concretezza delle opere di carità. L’autore intende sottolineare la dimensione «incarnata» della comunità cristiana, che deve poter servire l’umanità e mostrare come la «giustizia di Dio» supera ogni logica rivendicativa! Ripartire dalle fragilità costituisce la strada maestra per incarnare il messaggio liberante di Cristo.
Le due lettere di Pietro riprendono in parte la riflessione di Giacomo, offrendo ulteriori sviluppi. La Prima Lettera di Pietro focalizza l’identità dei credenti definiti «stranieri e pellegrini» in un mondo paganeggiante e ostile. Essi sono rigenerati dalla «Parola di verità» e chiamati a servire tutti gli uomini mediante l’annuncio della salvezza. Sono soprattutto i responsabili delle comunità (i «presbiteri») i destinatari di questo messaggio di vita, che si basa su Cristo «pietra angolare». La comunità è l’edificio spirituale che deve trasformarsi in famiglia accogliente! La Seconda Lettera può essere considerata come il «testamento di Pietro». In essa si coglie la preoccupazione per la crisi di fede e le insidie provenienti dai «falsi maestri» che si annidano nell’ambiente circostante. L’autore petrino invita al discernimento, rimanda all’ascolto obbediente della Sacra Scrittura e rassicura i suoi destinatari della certezza del giudizio divino. Il ritardo della fine dei tempi e dell’apparizione gloriosa di Cristo è dovuto alla misericordia di Dio, che concede all’uomo un tempo supplementare di conversione e di santificazione.
Dallo sguardo complessivo delle lettere emergono tre importanti attualizzazioni. La prima riguarda il primato della vita spirituale e la cura dell’interiorità. Ogni credente, in quanto battezzato, esercita il sacerdozio comune dei fedeli e partecipa della santità del popolo sacerdotale. Questo dinamismo implica la riscoperta della fede personale ed ecclesiale. Una seconda attualizzazione concerne l’identità della Chiesa, chiamata a diventare famiglia di Dio che include, sostiene e consola ogni uomo. La riflessione sulla realtà ecclesiale dei nostri giorni sollecita un ripensamento delle dinamiche della fraternità e della solidarietà, sempre più urgenti per le sfide di questo periodo. Infine, la terza attualizzazione sollecita una riflessione sulle responsabilità sociali che i credenti sono chiamati ad esercitare nelle concrete situazioni del mondo (pace, giustizia, accoglienza, condivisione). Le lettere illuminano alcuni importati binomi antropologici: fede e opere, preghiera e azione, riflessione personale e dialogo inter-culturale, discernimento e decisione, presente e futuro. Il messaggio che emerge dai lavori di questa splendida Settimana Biblica pone in luce un’immagine del credente e della Chiesa che vive la libertà della Parola, che grida la verità della giustizia e che testimonia la felicità del Vangelo. La gratitudine per questa ulteriore tappa del cammino biblico va a mons. Giovanni D’Alise che sostiene nel suo ministero episcopale il cammino di tutta la diocesi ed agli animatori biblici, che sono validi collaboratori nella organizzazione della settimana Biblica Nazionale e di tutto il lavoro apostolico di evangelizzazione in diocesi.
La XXIII edizione della settimana Biblica Nazionale di Caserta si terrà dal 01 al 05 luglio 2019 sulla lettera Ai Romani con i relatori prof. sac. Antonio Pitta ed il sac. prof. Giuseppe De Virgilio.
La dialettica vivace che ha connotato gli interventi dei relatori e dei partecipanti ha confermato la ricchezza e la validità di questo evento ecclesiale, che è diventato orami un appuntamento qualificante per il cammino dei credenti e non credenti.

Articolo pubblicato sull’Ancora n.5/2018

 

sac. prof. Valentino Picazio
Direttore del Centro Apostolato Biblico della Diocesi di Caserta e della Settimana Biblica Nazionale di Caserta.

Pubblicato il 20 luglio 2018

 

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