Prima della funzione, si sono alternate le testimonianze di Anna Palazzani e Amedeo Gei. La prima conobbe Fausto 52 anni fa e l’ho accompagnato, assistendolo, fino alla morte. Lei stessa curava la corrispondenza del servo di Dio quando, già da tempo impossibilitato a scrivere, aveva perso del tutto anche la voce per dettargliela. Ha quindi ben sottolineato il ricordo della caratura spirituale di Fausto, “capace di trasmettere serenità e gioia nonostante la sua terribile malattia”.
Amedeo Gei, nipote diretto di Fausto, ha voluto evidenziare l’integrità e l’incessante preghiera dello zio di cui, pur non avendolo conosciuto direttamente, ha sempre sentito parlare dai familiari. Ha tenuto poi a ringraziare il CVS di Brescia che, durante tutti questi anni, non ha fatto mai cadere nel dimenticatoio una seminatore di speranza di rara bontà, esempio per quanti lo hanno conosciuto in vita e per quanti si sono avvicinati alla sua spiritualità anche dopo la sua scomparsa.